Each man kills the thing he loves…

Hasta Siempre!

each_men_sfondo_bianco

Yet each man kills the thing he loves, By each let this be heard,
Some do it with a bitter look, Some with a flattering word,
The coward does it with a kiss, The brave man with a sword!
Some kill their love when they are young,and some when they are old;
Some strangle with the hands of Lust, Some with the hands of Gold:
The kindest use a knife, because The dead so soon grow cold.
Some love too little, some too long, Some sell, and others buy;
Some do the deed with many tears, And some without a sigh:
For each man kills the thing he loves, Yet each man does not die.

Eppure ogni uomo uccide ciò ch’egli ama,
e tutti lo sappiamo:
gli uni uccidono con uno sguardo di odio,
gli altri con delle parole carezzevoli,
il vigliacco con un bacio, l’eroe con una spada!
Gli uni uccidono il loro amore,
quando sono ancor giovani ;
gli altri, quando sono già vecchi ;
certuni lo strangolano con le mani del Desiderio,
certi altri con le mani dell’Oro;
i migliori si servono d’un coltello,
affinché i cadaveri più presto si gèlino.
Si ama eccessivamente o troppo poco;
l’amore si vende o si compra ;
talvolta si compie il delitto con infinite lagrime,
tal’ altra senza un sospiro,
perché ognuno di noi uccide ciò ch’egli ama –
eppure non é costretto a morirne.

Tratto da “The Ballad ofReading Gaol” di Oscar Wilde

Chi ha creato e aggiornato con passione e tanto amore le pagine di questo Blog
e del sito correlato, da oggi “passa la palla”… perchè…
” si finisce sempre, prima o poi, per uccidere ciò che si ama ”
Spero che qualcuno, magari proprio Matteo, raccolga il mio assist!
That’s all, folks!
il  webmaster  di Matteo Ghione Off.Website / ::No Racism News::
Genova, Italia, Pianeta Terra, mercoledì 4 marzo 2008

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Graffito su muro di Genova

Graffito su un muro di genova
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Mensagem ao povo palestino – رسالة إلى الشعب الفلسطين by Latuff

Mensagem do cartunista brasileiro Latuff, em português e árabe, ao povo palestino,
por conta da agressão israelense contra Gaza
Message from Brazilian cartoonist Latuff, in Portuguese and Arabic, to the
Palestinian people, regarding the Israeli aggression against Gaza.
Messaggio del cartoonista brasiliano Carlos Latuff, in portoghese e arabo, al popolo palestinese riguardo all’ aggressione israeliana contro Gaza.

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L’olocausto promesso

Conclusa all’alba l’operazione Inverno Caldo. Almeno cento palestinesi uccisi, in gran parte civili. Il conflitto israelo – palestinese brucia di nuovo, incendiando tutto quanto intorno a sé.

di Christian D’ Elia, Peacereporter

gaza
disegni di Carlos Latuff e Vauro

gaza”L’operazione Inverno Caldo è terminata”, ha annunciato questa mattina la Radio militare israeliana. Un dispaccio di poche righe per sancire la conclusione, alle prime luci dell’alba di oggi, della dura incursione dell’aviazione e della fanteria israeliana con il supporto di mezzi blindati nella Striscia di Gaza. Da mercoledì a oggi, sono almeno cento i palestinesi uccisi, mentre sono due i militari israeliani che hanno perso la vita a Jabaliya.

Alba di sangue.

Questa mattina, mentre i militari israeliani si ritiravano, sette razzi Qassam sono stati lanciati verso le città israeliane di Sderot e Askelon e cinque miliziani di Hamas sono stati uccisi dai soldati israeliani. Ma sembrano le ultime scaramucce della più grande battaglia nella Striscia dal ritiro d’Israele nell’estate del 2005.
”L’operazione è in via di conclusione. Quasi tutte le nostre forze sono già rientrate in Israele”, ha dichiarato un portavoce delle forze armate d’Israele, confermando la fine dell’operazione, ma ribadendo che Tel Aviv ”continuerà con le azioni difensive contro coloro che lanciano i razzi letali contro i nostri civili”. La definizione di ‘operazione difensiva’ per un’incursione di queste dimensioni è perlomeno discutibile, quanto le surreali dichiarazioni di Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, che ha commentato la fine dell’operazione Inverno Caldo dichiarando che ”il nemico è stato sconfitto.
Gaza sarà sempre una tomba per le truppe d’occupazione. Abbiamo trasformato Sderot in una città fantasma e anche ad Askelon accadrà lo stesso”. Qualcuno dovrebbe far notare a Zuhri che Gaza è una tomba per i civili palestinesi, in particolare per i tanti bambini che hanno perso la vita, sepolti dalle macerie dei palazzi rasi al suolo dall’aviazione israeliana, come è la stessa Gaza a essere una prigione a cielo aperto, dove manca tutto e la popolazione è allo stremo. Qualcuno dovrebbe anche far notare a Israele che i razzi Qassam sono letali, tanto da uccidere un cittadino israeliano nei giorni scorsi, ma un attacco così violento contro l’inerme popolazione della Striscia sembra più vicino a ‘quell’Olocausto’ promesso ai palestinesi dal vice-ministro della
Difesa israeliano Matan Vilnai che a un’operazione di difesa. Continue reading

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Espulsione annullata per stabili legami familiari

A Treviso Giudice di Pace annulla espulsione per la sussistenza di legami familiari stabili ed effettivi in seguito a ricongiungimento familiare. Ricorso accolto ai sensi del’ art 13 comma 2-bis del T.U.

Si ringrazia l’Avv. Stefano Azzari per la collaborazione.

Fonte:Meltingpot
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Silenzi e complicità sugli abusi a danno dei migranti

Quanto valgono i diritti umani in Italia?

di Fulvio Vassallo Paleologo – Università di Palermo –
fonte: Meltingpot

migrantiContinua il silenzio, quasi totale, della stampa sulle violazioni dei diritti dei migranti in Libia e negli altri paesi di transito. Persino l’intervento di Giovanni Maria Bellu è rimasto confinato nella parte telematica di Repubblica, senza trovare spazio nel giornale, e altrettanto silenzio si registra sulla condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell’uomo, per l’utilizzazione della normativa antiterrorismo in un caso di espulsione di un cittadino tunisino.

Per quanto le scelte del governo Prodi possano essere criticabile sul piano interno, e ben presto si vedranno le conseguenze del mantenimento del regime delle espulsioni e del sistema dei centri di detenzione che adesso Berlusconi promette di moltiplicare, è sul piano dei rapporti internazionali che l’operato di questo governo ha segnato un ulteriore regresso nella tutela dei diritti della persona.

Si tratta di una linea continua di violazioni dei diritti della persona, sanzionata adesso anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (caso Saadi/Italia), che dovrebbe fare passare in secondo piano i modesti riconoscimenti che si sono ottenuti nella attuazione delle direttive comunitarie in materia di ricongiungimento familiare, di asilo e di protezione umanitaria.

Gli accordi siglati dalla Sottosegretaria Lucidi e dal Prefetto De Gennaro, alla fine di dicembre a Tripoli, con il governo libico, hanno già avuto effetti collaterali terribili, come la legittimazione della dittatura di Gheddafi in Europa e la mutazione della composizione dei migranti che sempre più numerosi, malgrado gli accordi, continuano ad arrivare a Lampedusa ( o più spesso sono soccorsi da unità italiane nelle acque del canale di Sicilia). Sono praticamente scomparsi gli eritrei,finiti in carcere o rimpatriati, a seguito delle retate “mirate” che la polizia di Gheddafi, dopo gli accordi con l’Italia, ha condotto con particolare accanimento proprio nei confronti dei migranti in fuga dall’Eritrea. Continue reading

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Immigrati, ma senza Dna

Quando Carla Bruni
lottava contro i test
– Fonte Il Manifesto

carla bruniQuello sul test del dna per gli immigrati che richiedono di ricongiungersi con i propri famigliari è stato uno dei primi scogli del governo di Nicolas Sarkozy in Francia. Era il settembre dell’anno scorso e il deputato Thierry Mariani prevedeva l’inserimento di una sperimentazione, fino al 2010, in cui i «candidati all’immigrazione» potessero sottoporsi in modo facoltativo all’esame del dna. La proposta – poi approvata – suscitò una grandissima polemica, contro la quale si scagliarono politici del centrosinistra, ntellettuali, attori e cantanti. Tra questi anche la modella Carla Bruni, di recente diventata la première dame di Francia, sposando il premier Sarkò. Bruni partecipò, tra l’altro, alla serata allo Zenith organizzata proprio per protestare contro la decisione di introdurre il test. Chissà se la pensa ancoraallo stesso modo.

La sentenza «La famiglia è uno status civile prima che biologico». Test a rischio. Il tribunale di Napoli accoglie il ricorso di un uomo contro l’uso dell’analisi genetica per i ricongiungimenti famigliari
di Nicola Angrisano*,
Il Manifesto

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Vita da steward lombrosiani

Da oggi entra in vigore negli stadi italiani oltre i 7500 posti l’obbligo di avere cittadini in pettorina gialla addestrati a controllare i tifosi. Ecco come li hanno preparati

di Simone Pieranni, Il Manifesto

steward“A Genova uno degli insegnanti è Carlo Di Sarro, vicequestore vicario della questura ligure. Imputato al processo Diaz per essere uno dei firmatari dei verbali (considerati falsi dalla procura) di arresto e perquisizione della «macelleria messicana» del 20 luglio 2001, il suo nome è presente anche nelle recenti intercettazioni che tirano in ballo De Gennaro e Manganelli. Con Di Sarro si può solo scambiare qualche rapida battuta: una telefonata al capo di gabinetto della questura di Genova, Sebastiano Salvo e la lezione, improvvisamente, diventa a porte chiuse. Un inizio un po’ così in quella che dovrebbe essere una nuova fase di trasparenza e buon senso nella gestione degli stadi, proprio nel momento in cui a controllare i cittadini, saranno altri cittadini e non pubblici ufficiali.Continue reading

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Raid su Gaza, è strage di bambini

Olocausto di Gaza by Carlos Latuff

disegno di Carlos Latuff

Quattro bimbi uccisi dall’aviazione israeliana mentre giocavano a pallone. Trenta palestinesi morti in 48 ore di attacchi. I razzi qassam di Hamas raggiungono Ashqelon. Il premier Olmert s’allinea a Barak, soltanto il ministro Shitrit contrario: l’invasione della Striscia sembra inevitabile
di Michele Giorgio,
Il Manifesto
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Raid su Gaza, uccisi 4 bambini che giocavano a calcio sulla spiaggia

Alla luce del sole. Continuano i raid su Gaza, uccisi 4 bambini che giocavano a calcio sulla spiaggia di Naoki Tomasini, fonte Peacereporter
Il professor Abu Ala insegna all’università al Aqsa di Gaza. E’ un docente laico che non sostiene Hamas. Quando lo abbiamo contattato aveva appena appreso della morte dei quattro ragazzini che giocavano a calcio sulla spiaggia a Jabaliya.

bambini morti dopo il raid israeliano a Gaza“Oggi le notizie sono terribili, quei quattro bambini stavano giocando a calcio. E ci sono anche altri quindici feriti, ma il problema è che non si riesce nemmeno a tenere il conto delle vittime perchè questi attacchi avvengono continuamente. Quello che accede in queste ultime ore è però senza precedenti. Dalle otto di ieri sera è stato un bombardamento ininterrotto, con gli elicotteri Apache (dell’esercito israeliano) che sorvolano la Striscia in ogni momento del giorno.

Solo nelle ultime 24 ore sono morte 23 persone almeno, anche il furgoncino colpito ieri, con cinque miliziani di Hamas a bordo, è stato centrato di fronte all’università di Al Aqsa dove insegno, a Khan Younis. Ma oltre ai miliziani sono stati uccisi sei bambini e un neonato di sei mesi. Qualcuno deve essere impazzito in Israele, non riesco a trovare altre risposte che non siano quella cosa che si chiama la patologia del potere.. come altrimenti si può chiamare l’uccisione deliberata di ragazzini che giocano a calcio in pieno giorno?”

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