Scafisti? No, avevano l'ok
noracismnews | 20 Agosto, 2007 22:28«Le sette persone arrestate in Italia fanno parte della mia flotta di pescatori. Ma quali trafficanti? E poi io non capisco: è stata la Capitaneria a dirci che potevamo entrare in Italia». A parlare al telefono da Teboulba, una località vicino alla città tunisina di Monastir, è Loutfi Nouira proprietario della nave da pesca Fakhr-Ed-Dina. Parla poco francese, ed è allora il signor Ben Abdelak - alle spalle diciassette anni in Italia - a tradurre le sue parole. «I quattro fratelli Noura sono miei clienti, depositano il pesce nella mia ghiacciaia, ho una ditta qui. I Nouira hanno le navi più grandi di Teboulba. In questi giorni anche io gli sto dando una mano per capire che è successo». Infatti: cos'è successo? Da dieci giorni in carcere ad Agrigento ci sono sette pescatori della flotta dei Nouira accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina a fini di lucro. Avrebbero abilmente simulato il soccorso di 44 persone, tra cui undici donne di cui due incinte e due bambini, per poi avere l'ok dalla Capitaneria di Porto per entrare in Italia. Ingresso che la Capitaneria dice di aver negato. Ma Loutfi, che era in mare accanto ai suoi pescherecci alla guida della sua barca che vale 600 mila euro, ribalta completamente la prospettiva: «Comportandosi così l'Italia non fa altro che scoraggiare i pescatori a salvare vite umane in mare».
Signor Nouira, come mai su quei pescherecci manca l'attrezzatura da pesca?
Ma è normale: quelle due sono le barche che servono per fare illuminazione. Noi peschiamo pesce azzurro. Ogni squadra è composta da tre navi: quella più grande, che pesca, quella media, che aiuta con le reti, e quella piccola che deve solo illuminare.
Cos'è accaduto l'8 agosto?
Alle 8 di mattina la barca piccola ha visto un gommone che aveva bucato. C'erano a bordo più di quaranta persone che stavano morendo. Tra di loro donne incinte e bambini. Sono andati vicino, ma prima di toccarli hanno chiamato le autorità tunisine e quelle italiane. E hanno avuto l'ok per aiutare. Così le hanno caricate sulle barche. Il mare era mosso. Poi è arrivata anche una nave italiana (la nave della Marina Vega, ndr). Volevano prenderli a bordo loro, ma non è stato possibile per il mare che si faceva brutto e per la nave che era troppo alta. Così hanno detto: entrate in Italia non c'è problema.
Ma le autorità italiane dicono che non hanno dato l'ok
No, sbagliato. Hanno detto li prendiamo noi, in Italia. Il trasbordo sulla nave italiana era iniziato: gli abbiamo passato il bambino più piccolo, a cui è stato dato il soccorso necessario. Ma poi, quando hanno visto che non era possibile fare salire tutti gli altri, hanno restituito il bambino alla madre, che era su uno dei pescherecci, e hanno detto: seguiteci.
In che posizione eravate?
Circa 12 miglia dall'isola di Lampedusa.
Ma quante erano le navi grandi presenti e perché sono tornate indietro?
Ce ne erano tre: la Kalil Allah, la Karim Allah che sono dei miei fratelli, e poi la mia. Ce ne siamo andati perché hanno detto che era tutto ok. Ma insomma: guardi che ci conoscono tutti qua, mica perdiamo 170 mila euro, che è quanto costa ogni peschereccio sequestrato, per quattro persone africane. Qui abbiamo tutti i numeri dell'Italia. Perché qui succede che quelli che vogliono andare in Italia ci rubano le barche. Allora quando succede noi chiamiamo per avvertire. Di problemi ne abbiamo tanti: due settimane fa quaranta clandestini sono saliti su un peschereccio per sequestrarlo. I pescatori adesso sono sempre di guardia.
Quanto sta perdendo?
Ogni due giorni sono 20 mila o 30 mila dinari (tra i 12 e i 18 mila euro). Le barche grandi non possono lavorare senza i pescherecci.
Ma lo sa che gli immigrati raccontano che voi pescatori non vi fermate mai ad aiutarli?
Diamo pane e acqua. Ma soccorrerli, no, quello solo se ci sono donne e bambini, e sempre dopo aver chiesto l'ok. No che non li aiutiamo, vede poi che succede? Io gliel'ho detto alla Marina italiana: voi volete che nessuno arrivi più. La prossima volta, anche se vediamo persone che stanno morendo, neanche ci avviciniamo, capito?
Posted in
razzismo /cpt / migranti /società / movimenti / pace / diritti .
Commenta: (0).
Trackback:(0).
Permalink
«Next post |
Previous post»














