Il razzismo costa poco

Episodi di razzismo:
numeri e polemiche

di Layla Mousa  fonte Progetto Ultrà  (21.09.07)

red card to racismNonostante i campionati siano iniziati da poche giornate, sono già numerosi gli
avvenimenti che stanno facendo discutere, tra questi vi sono senza dubbio le
vicissitudini legate agli episodi di razzismo e alle relative sanzioni.
"Grande stupore ed un pizzico di amarezza. Sono questi i sentimenti che
ho provato nel leggere che la pena da scontare per chi mortifica, per tutta la
partita, tre ragazzi di colore (
Maah, Boisfer e Konè ndr) è praticamente
simbolica
". Con queste parole Elisabetta Pasini,
 presidente della Pro-Sesto, ha commentato la sanzione di 5000
euro inflitta all'Hellas Verona in seguito ai cori razzisti intonati
durante il match di C1 Verona-Pro-Sesto. Pasini sottolinea come a fronte di una
mole enorme di richieste relative a sicurezza e ordine pubblico, le sanzioni
per dei fatti così imbarazzanti e incresciosi siano in realtà irrisorie.
Per l'Hellas è già la seconda ammenda simile dall'inizio
del campionato, dopo quella di 5.500 euro della prima giornata per i ripetuti
cori razzisti contro un giocatore del Cittadella.
Polemiche inverse in casa Treviso (serie B), che
vistosi multare di 15000 euro per cori razzisti contro Luciano del Chievo
Verona
si sente ingiustamente punito e si difende attribuendo cori e fischi
non al razzismo bensì al fatto che Luciano "nel momento di uscire,
perché sostituito, si attardava bloccando più del dovuto il gioco
",
queste le parole del dg biancoceleste Giovanni Gardini.
La stessa ammenda – 15000 euro – era stata inflitta
alla Triestina per reiterati cori razzisti dei suoi sostenitori verso i
giocatori avversari, mentre nell'ultima giornata di serie C le società
sanzionate per gli stessi motivi sono state Sassari Torres (5000
euro) e Padova (2500 euro).
Insomma, dopo i 7700 euro commutati dalla UEFA
alla Lazio in relazione alla gara casalinga contro la Dinamo Bucarest
(pena ridotta perché i cori razzisti erano stati fischiati dalla gran parte del
pubblico presente) e dopo lo sfiorato incidente diplomatico per i fischi di San
Siro
alla Marsigliese prima di Italia-Francia (qualificazioni agli
europei del 2008) la polemica sui cori razzisti si afferma come leit-motiv di
inizio campionato.
Va' da se che una sanzione – per essere percepita come
tale – deve avere anche una certa consistenza, altrimenti tanto varrebbe
ricorrere ad un richiamo verbale; eterno dilemma rimane poi quello
dell'"interpretazione" dei cori: razzismo o semplice scherno verso
l'avversario? A onor del vero, per chi si trova allo stadio è quasi sempre
molto semplice capire se un coro abbia o meno sfumature razziste (basti pensare
che quando il bersaglio è un giocatore di colore, spesso i fischi si
trasformano in monkey chants), ma è quando lo si decontestualizza che possono
sorgere i dubbi, ed in passato molte volte il comportamento dei giocatori in
campo è stato utilizzato come alibi dalle società per evitare multe. 

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