Reggio Emilia - Lo sfruttamento della manodopera migrante
noracismnews | 26 Febbraio, 2008 15:35Protesta pubblica dell’Associazione Città Migrante
Durante la mattinata di lunedì 25 febbraio l’Associazione
Città Migrante ha indetto un presidio con conferenza stampa per reclamare il
diritto al corrispettivo per prestazioni lavorative efettuate all’interno di
cantieri edili. Striscioni, megafono e volantini di denuncia per chiedere
il pagamento di mesi di lavoro come manovali edili nei cantieri. Lo slogan
della giornata: chi è l’irregolare, lo sfruttato o lo sfruttatore?
L’Associazione Città
Migrante, insieme ad una cinquantina di operai ha messo in atto una
protesta pubblica per denunciare un fenomeno sempre più diffuso nella provincia
di Reggio Emilia, quello dei manovali
edili, impiegati per alcuni mesi e poi lasciati a casa senza avere ricevuto lo
stipendio che era stato loro promesso. Il fenomeno riguarda
lavoratori migranti impiegati principalmente nel settore dell’edilizia che
lavorano nei cantieri e che poi, quando chiedono il compenso pattuito, si
sentono dire che non ci sono soldi. Se poi si tratta di persone non in regola
con il soggiorno per i datori di lavoro è molto facile non rispondere nemmeno,
perchè sanno che queste non hanno tutele. Anche la Direzione Provinciale
del Lavoro di Reggio Emilia ha dichiarato che gli irregolari non possono far
valere i loro diritti perchè per il tentativo di conciliazione viene loro
richiesto il permesso di soggiorno e il codice fiscale, nonostante
nell’ordinamento italiano esistono delle norme che possono essere applicate
anche ai cosiddetti"clandestini". Queste risalgono al Codice
Civile del 1942, in
particolare, gli artt n. 2126 e n. 2116, che costituiscono la base giuridica
per garantire al lavoratore, anche se clandestino, come a tutti i lavoratori
impiegati irregolarmente sul territorio italiano, il diritto di recuperare le
differenze fra quanto avuto dal datore di lavoro e quanto sarebbe dovuto in
applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali.
La protesta, nello specifico, riguardava la ditta Ital Edil che non ha pagato ancora, a distanza di più di un anno alcuni lavoratori migranti che hanno prestato servizio come manovali edili.
Sono 7 gli ex dipendenti della Ital Edil che, tramite l’avvvocato Vainer
Burani, hanno fatto causa alla ditta che li avrebbe assunti e poi non avrebbe
pagato loro tutti gli stipendi dovuti. "In tutti i casi di cui mi sto
occupando -afferma il legale- l’azienda si è comportata nello stesso modo. Dopo
avere assunto il personale lo faceva lavorare in cantieri sparsi un pò in tutta
l’Italia del Nord. Degli stipendi però non arrivavano che conti parziali, o in
alcuni casi, addirittura nulla. Così dopo cinque o sei mesi di lavoro questi
artigiani esasperati dal fatto di non ricevere la somma che spettava loro si
trovavano costretti a lasciare l’azienda e andare a lavorare altrove per
potersi mantenere."
Il presidio si è svolto davanti alla sede di Technological Building 7, poiché i
lavoratori hanno riferito che tutto il personale che prima si trovava nella
sede di Ital Edil si trova ora negli uffici di questa ditta.
Una delegazione di lavoratori è riuscita ad incontrare Marco Pozza, direttore
tecnico dell’azienda, che si difendeva dalle accuse di questi affermando che le
persone non vengono pagate a causa degli insoluti delle ditte appaltatrici.
Il dato di fatto rimane comunque che
questi lavoratori, a più di un anno di distanza dalle prestazioni effettuate
nei cantieri, non hanno ancora ricevuto i compensi dovuti.
Leggi il comunicato
stampa dell’Ass. Città Migrante
Ascolta
l’intervento di Federica, Ass. Città Migrante
Ascolta
l’ntervista a Fatih, lavoratore coinvolto nella vicenda
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razzismo /cpt / migranti /società / movimenti / pace / diritti .
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