Brasile.Violenza in calo ma 30% di giovani ammazzati in più

Diminuiscono i morti ammazzati, ma
tra i giovani si registra una grave controtendenza
di Stella Spinelli, fonte Peacereporter

Polizia in azione in una favela di RioGli indici di
violenza registrati in Brasile nel 2006 fanno ben sperare: la tendenza al
ribasso registrata già nel 2004 si è mantenuta, anche se il tasso di omicidi
fra giovani e giovanissimi è in aumento.
Infatti, oltre al non dover
dimenticare che dietro queste percentuali al ribasso restano, comunque, 465mila morti ammazzati in dieci anni
cifra enorme, da paese in guerra – il dato che sciocca è che il numero di omicidi di ragazzi fra i 15 e
i 24 anni è in controtendenza. Fra il 1996 e il 2006 è aumentato del 31,3
percento. Da 13.186 a
17.312. Un aumento che supera la crescita demografica della popolazione
brasiliana, passata da 157 milioni a 180.
Nuove generazioni a rischio, in
un paese ancora troppo violento. Nonostante tutto
.

In picchiata. Lo studio è stato realizzato dalla
Rete di informazione tecnologica latinoamericana, con l’appoggio dei ministeri
di Giustizia ed Educazione. Secondo il sociologo Julio Waiselfisz, rispetto al periodo
compreso fra il 1999 e il 2003, quando venne registrata un’evidente crescita
dei casi di violenza da arma da fuoco, dal 2004 è iniziata una discesa che
sembra destinata a continuare. “Interpretare questa riduzione fra il 2004 e il
2006 – ammette – è difficile, ma siamo arrivati alla conclusione che sia
conseguenza diretta della Campagna del disarmo, lanciata dal governo in questi
anni e che ha raccolto un numero impressionante di pistole e fucili”. Si tratta
di un’iniziativa che ha coinvolto molte città del paese e che consiste
nell’invitare i cittadini a consegnare volontariamente le armi, che vengono poi
fuse in cerimonie pubbliche, simboliche, per dire basta alle armi, alla
violenza, ai morti ammazzati.

Misure. Nella riduzione degli episodi di
sangue, hanno giocato un ruolo importante anche l’applicazione della ley seca
nei fine settimana o nelle date speciali, (che proibisce la vendita di alcolici
dopo le ore 23 in
zone considerate a rischio) e la vigilanza della polizia municipale. Lo studio
rivela anche che i picchi di violenza si stanno trasferendo dalle grandi città
ai municipi minori. Dei dieci municipi con il maggiore tasso di omicidi per
centomila abitanti, compare soltanto una grande città, Recife. Fra le piccole,
emerge invece Foz de Iguaçu, la città della tripla frontiera fra Brasile,
Paraguay e Argentina, terra di loschi traffici e pochi controlli. Con solo
trecentomila abitanti, nel 2006
ha registrato 154 giovani uccisi.

Controtendenza. Infatti, oltre al non dover
dimenticare che dietro queste percentuali al ribasso restano, comunque, 465mila
morti ammazzati in dieci anni – cifra enorme, da paese in guerra – il dato che
sciocca è che il numero di omicidi di ragazzi fra i 15 e i 24 anni è in
controtendenza. Fra il 1996 e il 2006 è aumentato del 31,3 percento. Da 13.186 a 17.312. Un
aumento che supera la crescita demografica della popolazione brasiliana,
passata da 157 milioni a 180. Nuove generazioni a rischio, in un paese ancora
troppo violento. Nonostante tutto.

Questa voce è stata pubblicata in razzismo /cpt / migranti /società / movimenti / pace / diritti. Contrassegna il permalink.