Udc senza Consiglieri
[Fonte Peacereporter]
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Il
lato umano della Svizzera
Cristoph Blocher non entra nel Governo Svizzero. Il
leader xenofobo che incita alla cacciata degli immigrati non è riuscito infatti
a farsi eleggere dai parlamentari federali in Berna come settimo consigliere.
Al suo posto eletta una rappresentante grigionese del partito della destra
agraria. Evelina Widner Schlumpf inizialmente sembrava dovesse rifiutare per
far posto al suo presidente, autore del maggiore exploit elettorale nella
storia Udc lo scorso ottobre, con il 29 percento degli svizzeri che ha votato
per la sua formazione anti-immigrati.
Adesso invece si profila anche una rottura nel partito.
Evelina Widmer Schlumpf, la Udc
dei Grigioni che ha battuto Blocher alla votazione per 125 voti a 115 (122
maggioranza richiesta), ha infatti deciso di accettare l’incarico dichiarando:
“Non faccio parte dello stesso partito di Blocher. Io sono della sezione
liberale”. Il partito la ha immediatamente espulsa dal gruppo parlamentare.
Evidentemente le posizioni troppo apertamente razziste dell’industriale
zurighese cominciano a generare rigetto nella classe politica elvetica, e nel
suo stesso partito. Così come gia JeanMarie LePen in Francia e Jeorg Haider in
Austria, l’ultradestra xenofoba non riesce a sfondare al centro. La neo
ministra ha alle spalle una solida tradizione politica, essendo figlia di un ex
ministro dei Trasporti, Leon Schlumpf.
Blocher era stato uno dei sette Consiglieri (ministri)
svizzeri nel passato esecutivo, ed aveva polemizzato coi colleghi di governo
per non essere stato incluso nella rotazione dei maggiori partiti, che porta
uno dei membri a essere Primo ministro per un anno. Questo nonostante l’Udc sia
il primo partito elvetico in percentuale. Ma i toni bellicosi del discorso con
il quale Blocher ha presentato la sua candidatura devono aver dissuaso i parlamentari
rossocrociati. “Io so cercare compromessi quando necessario” ha dichiarato
invece Widner-Schlumpf, facendo capire che il suo approccio ai suoi nuovi
incarichi di governo sarà per una “politica pragmatica”.