"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri"
(don Lorenzo Milani)

   

 

REGIME!

noracismnews | 15 Dicembre, 2007 16:01

Invisibili! No Dal Molin

Almeno 50.000 cittadini stanno sfilando da più di due ore per le vie di Vicenza. Un lungo, colorato e pacifico corteo, aperto da uno striscione, retto dalle donne del NO DAL MOLIN”, che indossano una maschera bianca a significare la loro invisibilità… Denunciano da tempo che “su Vicenza è calato il silenzio”! Lottano perché vogliono per se e per i propri figli una città di pace e non di guerra e per questo sono diventati invisibili per il governo e per i media. La conferma della loro denuncia è facilmente verificabile… fatevi un giro adesso per le home page dei principali quotidiani on line o sui vari canali televisivi… di loro non c’è traccia! E’ poi così azzardato definire tutto questo REGIME?

Vicenza. ore 17:52 –Il Premio Nobel Dario Fo: "Governanti ciechi e sordi"
‘’Una manifestazione come questa dovrebbe fare impressione ai governanti, ma sono ciechi, sordi. Non sentono, non seguono, non vedono, non si rendono conto delle cose. Anche la gente della sinistra, i dirigenti della sinistra non si rendono conto dell’importanza che hanno queste manifestazioni, della costanza, della voglia assoluta di sentirsi cittadini di queste persone e non un insieme di gente che non conta niente’’. Ha detto Dario Fo ancora al corteo di Vicenza.

NO DAL MOLIN manifestazione del 15.12.07

Vicenza, corteo contro il silenzio
Abbandonati dal governo e dalle forze politiche, oggi tornano in piazza i no Dal Molin, determinati a resistere alla nuova base Usa. Attese decine di migliaia di persone e pacifisti da tutta Europa

«Su Vicenza è calato il silenzio - dicono al presidio permanente - e la storia di migliaia di donne e uomini che difendono la propria terra non viene raccontata dai grandi media nazionali; dal governo, solo segnali d'arroganza che dimostrano che i cittadini sono considerati soltanto come una presenza collaterale. Per questo il corteo sarà aperto da una fila di persone in maschera bianca, a evidenziare l'invisibilità di Vicenza, svenduta e trattata come una merce dallo stesso presidente della Repubblica». La manifestazione di oggi è determinata a rompere questo silenzio. Lo farà non soltanto ribadendo il proprio no alla nuova base Usa ma anche tessendo le fila di una rete importante a livello europeo.
di Orsola Casagrande – fonte: Il Manifesto  

Un palco itinerante aprirà il corteo contro la costruzione della nuova base Usa che oggi attraverserà le strade di Vicenza. Sarà un camion di otto metri dal quale interverranno i rappresentanti del movimento vicentino, ma anche le delegazioni in arrivo da tutta Europa e gli attivisti statunitensi che si battono contro la guerra. Il concentramento è previsto per le 14 davanti alla stazione. Alla fine del corteo è previsto l'happening e quindi i manifestanti ritorneranno al presidio permanente che nel frattempo è raddoppiato, diventando una sorta di cittadella. Un nuovo tendone ha affiancato quello esistente ed è stato approntato un sistema di riscaldamento ed una pavimentazione interna ed esterna nuova. Un «presidio a cinque stelle», come lo hanno definito gli «operai dell'Altrocomune», impegnati per due settimane nei lavori di ampliamento. Giovedì sera è stato occupato anche quello che sarà «l'ostello» per la tre giorni.

Al corteo parteciperà anche don Gallo che la scorso settembre, ospite del festival No Dal Molin, dichiarò che a Vicenza è iniziata una «nuova primavera» della democrazia. Presente, come lo scorso 17 febbraio, anche Dario Fo, che resterà anche per l'happening serale al presidio permanente. «Se saremo più di ventimila, la manifestazione è un successo»; questa la posizione del presidio permanente alla vigilia del corteo che attraverserà le strade di Vicenza per ribadire che la vicenda della nuova base Usa al Dal Molin non è affatto chiusa. Il corteo sarà aperto dalle famiglie di Vicenza, uomini, donne, bambini. Persone con storie e culture diverse unite dall'obiettivo di impedire la militarizzazione della città.

«Su Vicenza è calato il silenzio - dicono al presidio permanente - e la storia di migliaia di donne e uomini che difendono la propria terra non viene raccontata dai grandi media nazionali; dal governo, solo segnali d'arroganza che dimostrano che i cittadini sono considerati soltanto come una presenza collaterale. Per questo il corteo sarà aperto da una fila di persone in maschera bianca, a evidenziare l'invisibilità di Vicenza, svenduta e trattata come una merce dallo stesso presidente della Repubblica». La manifestazione di oggi è determinata a rompere questo silenzio. Lo farà non soltanto ribadendo il proprio no alla nuova base Usa ma anche tessendo le fila di una rete importante a livello europeo. La tre giorni che è cominciata ieri, infatti, ha già registrato un primo, grande successo, quello di riunire nella cittadina berica esperienze provenienti da tutta Europa. Ci sono i sindaci e i movimenti della repubblica ceca contro la guerra, ci sono i pacifisti americani, le associazioni tedesche. Tantissime delegazioni che si stringono ai vicentini in questa battaglia. Che appunto non è solo «contro» qualcosa ma anche «per». Per costruire e rafforzare rapporti, fronti comuni. Ancora una volta sarà presente il patto di mutuo soccorso, nato in val Susa, ormai diventato luogo-simbolo e punto di riferimento di tante comunità in lotta. Come quella tenace di San Pietro di Rosà, che da anni si batte contro i disastri della zincheria e gli affari dell'ecomafia. I valsusini saranno anche questa volta presenti in tanti con le bandiere no Tav. Così come ci saranno i tanti comitati del sud Italia. Da Napoli, Cosenza, la Sicilia. Ci saranno i fiorentini di «semprecontrolaguerra» che da oltre un mese organizzano manifestazioni e iniziative contro l'Abc, il consorzio incaricato dei lavori di bonifica al Dal Molin. Da Firenze cinque i pullman attesi.

Quello di oggi dunque sarà «come è nel dna del movimento vicentino, un corteo variegato e trasversale: dagli scout ai centri sociali, dai sacerdoti alle organizzazioni politiche, dalle associazioni nazionali ai più piccoli comitati locali», ribadiscono dal presidio. «Chi voleva dipingerci divisi e litigiosi è stato smentito: ci saranno tutti alla manifestazione. Questo movimento - dicono ancora dal presidio - è un prisma di sensibilità diverse, unite da un unico obiettivo: impedire la militarizzazione di Vicenza». Ci saranno le associazioni e i gruppi religiosi, le famiglie per la pace, la società civile nelle sue varie organizzazioni. Ci sarà anche l'aeroclub che sta all'interno dell'aeroporto. 

Posted in razzismo /cpt / migranti /società / movimenti / pace / diritti . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
«Next post | Previous post»

Comments

Leave a Reply