"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri"
(don Lorenzo Milani)

   

 

Pestaggio al cpt di Bologna, poliziotti assolti

noracismnews | 15 Dicembre, 2007 04:40

Il giudice non nega le botte ma le «giustifica» e assolve i quattro poliziotti imputati per i fatti del 2 marzo 2003. Assolti anche quattro immigrati di Giusi Marcante

CPT di BolognaBologna.Fu un pestaggio giustificato. Sembra dire così la sentenza con cui il giudice Manuela Melloni ha assolto ieri i quattro poliziotti finiti a processo per le violenze avvenute contro gli immigrati la sera del 2 marzo 2003 nel cpt di via Mattei a Bologna. Assoluzione per l'ispettore Giacomo Alessi che ora è all'ufficio immigrazione e per gli agenti Paolo Cogniti, Sergio Valentini e Giuseppe Marini. Assolti perché in presenza di una causa di giustificazione come stabilisce il terzo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale, che potrebbe essere l'adempimento di un dovere o l'esecuzione di un ordine, la legittima difesa o l'uso legittimo delle armi (manganelli e scudi). Il giudice ha assolto anche quattro immigrati accusati di danneggiamenti per il lancio di oggetti.
Le motivazioni spiegheranno il perché della decisione che non cancella però una notte di botte per quella che anche la pm Silvia Marzocchi ha definito «una punizione esemplare». L'accusa aveva chiesto una condanna ad un anno per lesioni aggravate per i quattro poliziotti, la pm aveva sottolineato prima di pronunciare le sue conclusioni di provare un senso di «disagio» perché «le forze di polizia usarono i loro poteri per il male di questi cittadini». La notte di via Mattei fu raccontata sulle pagine de il manifesto da Said Imich, uno degli immigrati che denunciò il pestaggio assieme ad altri, tutti assistiti dall'avv. Simone Sabattini. Tutto iniziò dopo il tentativo di fuga di due immigrati che vennero riacciuffati dai carabinieri e portati nella stanza del centro dove si trovano gli agenti di polizia, che è appena più in là della cancellata dove si aprono le camerate. Da lì dopo pochi minuti si cominciarono a sentire delle urla e si innescò una rivolta che portò alcuni a salire su una tettoia del centro e a lanciare oggetti. I poliziotti, secondo la denuncia di Said, li fecero scendere con gli idranti e poi li picchiarono. Il peggio venne quando la situazione era tornata calma. Fu allora che l'ispettore Alessi entrò nella saletta Tv delle camerate al grido di «sfondo la porta e sfondo anche voi». Parole che Said ha ripercorso senza vuoti di memoria durante una delle udienze del processo ricordando parole e movimenti dei poliziotti: «Un agente mi spaccò uno scudo sulla testa e altri vennero a fare le foto con il cellulare». La pm Marzocchi ha sottolineato che questa entrata successiva degli agenti «non fosse necessaria, lo scopo era comunque stato raggiunto facendo scendere i primi immigrati dal tetto». Perché allora scorrazzare nelle camerate se non per effettuare una vera e propria spedizione punitiva? Solo le deputate Katia Zanotti (Sd) e Titti De Simone (Prc) hanno raccontato di aver visto nella loro visita di due giorni dopo in via Mattei gli immigrati (anche una donna) ancora pieni di lividi da contusione mentre non esiste un referto medico che dia conto di persone con ferite da taglio come hanno detto diversi poliziotti che hanno testimoniato in aula parlando di atti di autolesionismo da parte degli immigrati.

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