"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri"
(don Lorenzo Milani)

   

 

Melfi, dove i rom sono davvero cittadini

noracismnews | 15 Dicembre, 2007 04:26

di Carmencita Pellettieri, Melfi (Potenza)

antica stampa del castello di Menfi«Uomo» è la traduzione italiana del termine «rom» e «uomini», con i rispettivi diritti politici, civili e sociali, sono i rom di Melfi, illuminata civitas della Basilicata in provincia di Potenza. La sedentarietà degli zingari melfitani risale a più di un secolo fa così come la loro scolarizzazione, i matrimoni misti superano l'80 per cento e da un ventennio i primi laureati gitani sono entrati attivamente in ogni settore lavorativo altamente professionalizzato. Si può affermare, dunque, che Melfi rappresenta un esempio di integrazione effettiva di due popoli, quello italiano e quello rom. Che qui gode di tutti i diritti di cittadinanza.
Melfi, uno dei più importanti centri di memoria normanna, è una città educata alla tolleranza dello «straniero» fin dal 1231, quando Federico II di Svevia emise le Constitutiones Melphitanae, che disciplinavano tutto ciò che riguardava il pubblico e il civile. Via Bagno di Melfi è il quartiere rom, e proprio in questa strada convivono serenamente il passato e il presente. Ci vive Dal Fonso Generoso, pensionato di 64 anni, i cui trisavoli sono arrivati a Melfi nel 1840. Racconta di una breve parentesi infantile da borseggiatore, le sue memorie scolastiche e il suo matrimonio con una donna melfitana. Parla il romanì con i suoi e il dialetto melfitano con gli amici. Elenca le regole gitane (al primo posto rispettare la donna, poi educare i figli e stimare il prossimo), perfettamente coerenti, a suo dire, con quelle della città in cui vive. Si ritiene melfitano, italiano ma ancora zingaro. Sulla stessa strada vive una grintosa donna che, avendo sempre lavorato alla segreteria comunale, ha avuto modo di occuparsi attivamente della politica melfitana e di ogni istanza dei suoi cittadini. Per lei le uniche leggi sono quelle derivanti dalla Costituzione italiana, ma rivendica fieramente le origini zingare.

Il Manifesto -14.12.07

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