Silenzi e complicità sugli abusi a danno dei migranti
noracismnews | 03 Marzo, 2008 20:29
Quanto valgono i
diritti umani in Italia?
di Fulvio Vassallo Paleologo - Università di Palermo -
fonte: Meltingpot
Continua il silenzio, quasi totale, della stampa sulle
violazioni dei diritti dei migranti in Libia e negli altri paesi di transito.
Persino l’intervento di Giovanni Maria Bellu è rimasto confinato nella parte
telematica di Repubblica, senza trovare spazio nel giornale, e altrettanto
silenzio si registra sulla condanna dell’Italia da parte della Corte Europea
dei diritti dell’uomo, per l’utilizzazione della normativa antiterrorismo in un
caso di espulsione di un cittadino tunisino. Per quanto le scelte del governo Prodi possano essere
criticabile sul piano interno, e ben presto si vedranno le conseguenze del
mantenimento del regime delle espulsioni e del sistema dei centri di detenzione
che adesso Berlusconi promette di moltiplicare, è sul piano dei rapporti
internazionali che l’operato di questo governo ha segnato un ulteriore regresso
nella tutela dei diritti della persona. Si tratta di una linea continua di
violazioni dei diritti della persona, sanzionata adesso anche dalla Corte
Europea dei Diritti dell’Uomo ( caso Saadi/Italia), che dovrebbe fare passare
in secondo piano i modesti riconoscimenti che si sono ottenuti nella attuazione
delle direttive comunitarie in materia di ricongiungimento familiare, di asilo
e di protezione umanitaria.
Gli accordi siglati dalla Sottosegretaria Lucidi e dal
Prefetto De Gennaro, alla fine di dicembre a Tripoli, con il governo libico,
hanno già avuto effetti collaterali terribili, come la legittimazione della
dittatura di Gheddafi in Europa e la mutazione della composizione dei migranti
che sempre più numerosi, malgrado gli accordi, continuano ad arrivare a
Lampedusa ( o più spesso sono soccorsi da unità italiane nelle acque del canale
di Sicilia). Sono praticamente scomparsi gli eritrei,finiti in carcere o rimpatriati,
a seguito delle retate "mirate" che la polizia di Gheddafi, dopo gli
accordi con l’Italia, ha condotto con particolare accanimento proprio nei
confronti dei migranti in fuga dall’Eritrea.
Siamo ben consapevoli che dopo le elezioni, quale che sia
il risultato la situazione potrà ancora peggiorare, e vediamo in peggioramento
anche la situazione a Bruxelles, dove il commissario Frattini, in linea con
Amato auspica da tempo una intesa multilaterale con la Libia. Riteniamo
tutavia importante stabilire da subito quali sono le responsabilità e quali le
conseguenze delle scelte del governo in materia di immigrazione ed asilo.
Vogliamo dire forte quali siano le responsabilità di chi in nome della
"sicurezza" ha seminato abusi di ogni genere, dentro e fuori i confini
del nostro paese.
Questo potrà servire non solo a spiegare le ragioni di una sconfitta, ma anche per trovare le strategie e le alleanze necessarie per praticare una vera e propria "resistenza" a fianco dei migranti e delle associazioni indipendenti, rimettendo la "politica" in "movimento", moltiplicando le azioni legali e le battaglie dal territorio, fino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, per contrastare l’ondata di razzismo istituzionale che, dopo la ipocrisia e l’omertà dell’attuale governo, sta per abbattersi sui migranti e su tutti noi.
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razzismo /cpt / migranti /società / movimenti / pace / diritti .
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