L'olocausto promesso
noracismnews | 03 Marzo, 2008 22:08Conclusa all'alba l'operazione Inverno Caldo. Almeno cento palestinesi uccisi, in gran parte civili. Il conflitto israelo – palestinese brucia di nuovo, incendiando tutto quanto intorno a sé. di Christian D’ Elia, Peacereporter
disegni di Carlos Latuff e Vauro
''L'operazione
Inverno Caldo è terminata'', ha annunciato questa mattina la Radio militare israeliana. Un
dispaccio di poche righe per sancire la conclusione, alle prime luci dell'alba
di oggi, della dura incursione dell'aviazione e della fanteria israeliana con
il supporto di mezzi blindati nella Striscia di Gaza. Da mercoledì a oggi, sono
almeno cento i palestinesi uccisi, mentre sono due i militari israeliani che
hanno perso la vita a Jabaliya.
Alba di sangue. Questa mattina, mentre i militari
israeliani si ritiravano, sette razzi Qassam sono stati lanciati verso le città
israeliane di Sderot e Askelon e cinque miliziani di Hamas sono stati uccisi
dai soldati israeliani. Ma sembrano le ultime scaramucce della più grande
battaglia nella Striscia dal ritiro d'Israele nell'estate del 2005.
''L'operazione è in via di conclusione. Quasi tutte le nostre forze sono già
rientrate in Israele'', ha dichiarato un portavoce delle forze armate
d'Israele, confermando la fine dell'operazione, ma ribadendo che Tel Aviv
''continuerà con le azioni difensive contro coloro che lanciano i razzi letali
contro i nostri civili''. La definizione di 'operazione difensiva' per
un'incursione di queste dimensioni è perlomeno discutibile, quanto le surreali
dichiarazioni di Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, che ha commentato la fine
dell'operazione Inverno Caldo dichiarando che ''il nemico è stato sconfitto.
Gaza sarà sempre una tomba per le truppe d'occupazione. Abbiamo trasformato
Sderot in una città fantasma e anche ad Askelon accadrà lo stesso''. Qualcuno
dovrebbe far notare a Zuhri che Gaza è una tomba per i civili palestinesi, in
particolare per i tanti bambini che hanno perso la vita, sepolti dalle macerie
dei palazzi rasi al suolo dall'aviazione israeliana, come è la stessa Gaza a
essere una prigione a cielo aperto, dove manca tutto e la popolazione è allo
stremo. Qualcuno dovrebbe anche far notare a Israele che i razzi Qassam sono
letali, tanto da uccidere un cittadino israeliano nei giorni scorsi, ma un
attacco così violento contro l'inerme popolazione della Striscia sembra più
vicino a 'quell'Olocausto' promesso ai palestinesi dal vice-ministro della
Difesa israeliano Matan Vilnai che a un'operazione di difesa.
Escalation di violenza. Se il
presente è drammatico, le prospettive per il conflitto israelo – palestinese
non sono rosee. Zahi Hanegbi, presidente della Commissione parlamentare per gli
Affari Esteri e e la Difesa,
ha dichiarato oggi che ''Israele deve prepararsi a una vera a propria guerra
contro Hamas, che vuole creare un regno del terrore nella Striscia di Gaza,
sostenuto militarmente dall'Iran. Entro breve tempo, il governo deciderà di
abbattere il regime terroristico di Hamas, per riassumere il controllo del
confine tra Gaza e l'Egitto''. Una conferma indiretta delle previsioni di
Hanegbi è il bombardamento della sede del ministero degli Interni palestinese a
Gaza City costituisce un inequivocabile avvertimento alla dirigenza di Hamas:
il vertice dell'organizzazione islamica non deve sentirsi al sicuro. Una
caserma della polizia palestinese nei pressi della casa del premier di Hamas
Ismail Haniyeh è stata bombardata. La rabbia palestinese è esplosa anche in
Cisgiordania, con una serie di manifestazioni di solidarietà alla popolazione
di Gaza che hanno portato a scontri tra coloni israeliani e palestinesi. Un
ragazzo palestinese di 18 anni è stato ucciso, nei pressi dell'insediamento di
Talmon, alle porte di Ramallah. Ma la rabbia valica i confini. Così l'ayatollah
supremo iraniano Alì Khamenei invita i musulmani del mondo a colpire Israele,
Hezbollah organizza una manifestazione di solidarietà ai palestinesi al confine
tra Libano e Israele. Usa e Ue, al solito, invitano alla calma, riuscendo a
sembrare sempre più un uomo che tenta di spegnere un incendio con un bicchiere
d'acqua. L'impatto delle immagini delle vittime civili di Gaza, che hanno fatto
il giro del mondo in pochi minuti, hanno suscitato un'indignazione tale da spingere
il presidente dell'Autorità Nazionale palestinese Mahmoud Abbas a prendere le
distanza da Israele. Per isolare Hamas, che pure ha vinto nel 2006 le elezioni
più trasparenti della storia del Medio Oriente, Abbas si era legato alle
promesse del premier israeliano Olmert nella conferenza di pace di Annapolis,
negli Usa, a novembre dello scorso anno. Il conflitto israelo – palestinese
brucia di nuovo, incendiando tutto quanto intorno a sé.
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razzismo /cpt / migranti /società / movimenti / pace / diritti .
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