Raid su Gaza, uccisi 4 bambini che giocavano a calcio sulla spiaggia
noracismnews | 28 Febbraio, 2008 16:27
Alla luce del sole. Continuano i raid su Gaza, uccisi 4 bambini che giocavano
a calcio sulla spiaggia di Naoki Tomasini, fonte Peacereporter
Il professor Abu Ala
insegna all'università al
Aqsa di Gaza. E' un docente laico che non sostiene Hamas. Quando lo abbiamo
contattato aveva appena appreso della morte dei quattro ragazzini che giocavano a calcio sulla spiaggia a Jabaliya.
"Oggi le notizie sono terribili, quei quattro bambini
stavano giocando a calcio. E ci sono anche altri quindici feriti, ma il
problema è che non si riesce nemmeno a tenere il conto delle vittime perchè
questi attacchi avvengono continuamente. Quello che accede in queste ultime ore
è però senza precedenti. Dalle otto di ieri sera è stato un bombardamento
ininterrotto, con gli elicotteri Apache
(dell'esercito israeliano)
che sorvolano la Striscia
in ogni momento del giorno. Solo nelle ultime 24 ore sono morte 23 persone
almeno, anche il furgoncino colpito ieri, con cinque miliziani di Hamas a
bordo, è stato centrato di fronte all'università di Al Aqsa dove insegno, a Khan Younis. Ma oltre ai
miliziani sono stati uccisi sei bambini e un neonato di sei mesi. Qualcuno deve
essere impazzito in Israele, non riesco a trovare altre risposte che non siano
quella cosa che si chiama la patologia del potere.. come altrimenti si può
chiamare l'uccisione deliberata di ragazzini che giocano a calcio in pieno
giorno?"
Conosce la dinamica
dell'attacco? Israele sostiene che miliziani avevano sparato dei razzi da
quella zona, anche se in realtà ciò
è improbabile visto che si tratta di un punto molto
lontano dal confine.
"Esatto. Ma il punto è che Israele non ha bisogno di
fornire giustificazioni sensate, questa è un'occupazione di tipo coloniale, e
pertanto è intrinsecamente violenta. Da questo punto di vista non è cambiato
nulla dal 1948 ad oggi. Israele trova ogni volta una buona scusa, ma come si può
paragonare un razzo Qassam artigianale alle testate nucleari di cui dispone? Lo
stesso potere militare di Hamas è ben poca cosa rispetto all'esercito
israeliano. Questa sproporzione può restare nascosta solo con la complicità
della comunità internazionale, che invece dovrebbe sostenere il diritto del
popolo palestinese alla resistenza. Questa ingiustizia si ripete anche fuori
dalla Striscia di Gaza. Ieri hanno ucciso due miliziani nel campo profughi di
Balata, vicino a Nablus. Sono mai stati sparati razzi dalla Cisgiordania? No,
sono solo scuse coperte dal silenzio delle Nazioni Unite, degli Usa e anche della
Lega Araba. Questi crimini continueranno finchè non ci sarà un vero boicotaggio
internazonale come quello che venne portato avanti contro
il Sudafrica. Quello che viviamo oggi è ciò che Edward Said definiva
accusare le vittime."
Ultimamente l'Europa e le Nazioni Unite hanno
iniziato a sostenere che l'isolamento di Hamas è una strategia che non paga,
pensa che possa essere un segnale di cambiamento?
"Innanzitutto dall'inizio del processo di pace di
Annapolis gli omicidi sono aumentati, oltre 200 persone sono morte dallo scorso
novembre. Per quanto riguarda l'Europa, quella cui si riferisce è la
posizione del Parlamento europeo, non dell'Unione, che non può permettersi di
prendere una posizione indipendente rispetto agli Stati Uniti. Certo, tutto il
mondo sta cominciando a capire che i palestinesi stanno soffrendo, ma quello che manca è la
consapevolezza di dover fare qualcosa. Le aperture dell'Europa sono dunque solo
vuota retorica, diretta all'interno della comunità europea per i loro
cittadini. Anche le Nazioni Unite e i paesi arabi non hanno fatto nulla di concreto finora, su nessuna delle
questioni chiave del conflitto. L'unica speranza per noi passa attraverso le
organizzazioni della società civile. Non ci aspettiamo nulla di
buono nemmeno dalle autorità egiziane. Quello che vogliamo sono carburante ed
elettricità, non
che l'Unione Europea inizi a pensare a levare l'embargo. Ne abbiamo bisogno
adesso. La gente muore di freddo negli ospedali per la mancanza di combustibile
e quelli parlano di rimuovere l'assedio, forse, il mese prossimo."
Poniamo dunque che,
come sostiene lei, Israele attaccherebbe Gaza anche se non venisse sparato
nemmeno un razzo. Di fatto però
nelle ultime ore ne sono stati sparati più di 40. Non crede che questa logica
di escalation sia promossa anche da Abu Mazen, che recentemente si è rivolto ad Hamas dicendo: “smettete di lanciare razzi e non verrete attaccati”?
"Se non fosse una tragedia sarebbe una barzelletta.
Un mio amico mi ha fatto notare che Mazen ha usato le stesse parole usate dal
portavoce dell'esercito israeliano. Il governo di Ramallah è
illegittimo ed è anche peggiore di quello dei Bantustan in Sudafrica (enclavi
per gente di colore in Sudafrica in regime di apartheid, ndr). Non ha fatto
assolutamente nulla per la fine dell'assedio di Gaza e ha sparato sulla sua gente. Tutto quel che ha
fatto il governo di Ramallah è sostenere lo status quo, che permette
di sopravvivere al suo gruppo, che non è tanto Fatah, ma la classe borghese
creata dopo il processo di Oslo del 1993. Queste persone hanno silurato qualsiasi ipotesi di riforma
e hanno visto minacciati i loro interessi dalla vittoria elettorale di Hamas
nel 2006. Attenzione però a confondere il governo di Ramallah con Fatah,
l'unico di Fatah in quell'esecutivo è Abu Mazen, nemmeno il premier Fayyad ne fa parte. Quando
penso che le trattative di pace si svologono tra Ramallah e Tel Aviv penso a
Nelson Mandela, che per sostenere il suo popolo ha passato 27 anni in carcere
ed accett� di uscire solo dopo la liberazione dell'ultimo prigioniero politico. Qui la
situazione è opposta: prima di Annapolis in Cisgiordania c'erano 450 check point,
oggi, dopo otto incontri ce ne sono oltre 600. Abu Mazen non ne ha fatto
rimuovere nemmeno uno, e il suo sostegno anche in Cisgiordania ormai è quasi nullo. E’
sostenuto solo da quanti sono stati messi a lavorare nell'industria dei
colloqui di pace e dai dipendenti statali, che non vogliono perdere gli
stipendi."
C'è un'altra dichiarazione che Abu Mazen ha
fatto ripetendo parole del governo israeliano: cioè che miliziani di Al Qaeda e
razzi sofisticati sarebbero entrati nella Striscia approfittando della breccia di Rafah di gennaio.
"Questa è semplicemente propaganda
orchestrata da Israele e Mazen per creare un clima anti-Hamas. Si vuole creare
un sentimento popolare contro Hamas, nella speranza che la popolazione si ribelli. Ma questo non è mai
successo. Quanto alle armi sinceramente non lo so, non mi risulta che ci siano
altro che razzi artigianali a Gaza e non ho mai sentito parlare di miliziani di
Al Qaeda nella Striscia. Questi annunci servono a creare la paura nella popolazione
israeliana, per giustificare la violenza genocida degli attacchi con
un'ipotetica minaccia che graverebbe su Israele. Le dichiarazioni Abu Mazen non
fanno altro che aggiungere credito a queste falsità. Se
poi davvero Al Qaeda fosse
entrata a Gaza, ciò significherebbe che ha delle basi in Egitto,
bisognerebbe allora prendersela prima di tutto con il Cairo. Il punto è che la Striscia di Gaza è
piccola, se ci fossero qaedisti li vedremmo. Qui non c'è quel tipo di
estremismo."
Si aspetta una grossa
operazione militare o una invasione a Gaza nei prossimi giorni?
"Sì, e sta succedendo adesso. Israele non
vuole occupare la Striscia,
questa è un modo di controllare, parecchio a basso costo per loro: controllano i confini senza doversi
scontrare faccia a faccia con le milizie. Per loro la cosa migliore è
sparare da fuori e continuare con gli omicidi mirati."
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razzismo /cpt / migranti /società / movimenti / pace / diritti .
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