Marocco, aumentano le retate contro i migranti
noracismnews | 26 Febbraio, 2008 15:52
Si intensifica l'espulsione di rifugiati, resta dura la situazione dei
profughi al confine con l'Algeria. Non più arresti di
massa, ma controlli orientati verso gruppi di persone: il criterio principale è
il colore della pelle
scritto per Peacereporter da Giovanni
Vegezzi
Continua ad essere difficile la situazione dei migranti dell'Africa subsahariana che vivono in Marocco. A metà gennaio si sono verificate una serie di retate della polizia marocchina alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri dei paesi del Mediterraneo.
Sponda nord e sponda sud. La conferenza, prevista nel
contesto del dialogo 5+5 fra paesi della sponda nord e sud, doveva proprio affrontare
il tema dell'immigrazione. Ma intanto il governo marocchino aveva già deciso di
procedere a modo suo.Le retate, che sono riprese con maggiore intensità fra
fine gennaio e inizio febbraio, hanno richiesto in molte occasioni l'intervento
dell'Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). Le
associazioni per i diritti umani riferiscono di svariati episodi di violazioni.
A fine gennaio una serie di operazioni a Rabat e a Casablanca hanno portato
all'arresto di una ventina di persone. Fra di loro molte con diritto di asilo,
che sono state liberate solo grazie all'intervento di rappresentanti delle
Nazioni Unite. Anche nelle operazioni del 5 e 6 di febbraio, sempre nella
capitale Rabat, sono state arrestate 87 persone, di cui 17 rifugiati. L'Alto
Commissariato è stato avvisato solo dopo l'intervento dell'Arcom (l'Associazione dei Rifugiati e
dei Richiedenti Asilo in Marocco). Risulta comunque che 5 richiedenti asilo
siano stati rimpatriati.
Deportazioni di massa. Secondo il quotidiano in lingua
araba Almassae di mercoledì 6
febbraio "le forze di sicurezza stanno portando avanti una grande
campagna contro i migranti africani infiltrati in territorio marocchino nel
contesto dell'aggravamento dei problemi sociali e dall'aumento di denunce di
cittadini contro i gruppi di criminalità organizzata provenienti dall'Africa
subsahariana". Sempre secondo Almassae "la lotta del Marocco contro i
migranti africani ha superato la fase delle campagne organizzate periodicamente
e ha preso un ritmo giornaliero visto l'aumento del numero di migranti
subsahariani presenti nel paese". Queste nuove retate si distinguono dalle
precedenti per i metodi impiegati dalla polizia marocchina: sono infatti
poliziotti in borghese che realizzano le operazioni. Inoltre non si tratta più
di arresti di massa, ma di controlli orientati verso gruppi di persone,
effettuati nei quartieri dove i migranti risiedono, il cui criterio principale
è il colore della pelle. Dopo i controlli i fermati sono portati in
commissariato dove la polizia fa una selezione: chi ha i documenti o un
certificato per la richiesta di asilo viene generalmente liberato, ma non senza
alcune difficoltà.
Bloccati al confine. Chi invece rimane in stato di
fermo viene chiuso in stanze dove non ci sono telefoni nè copertura per
cellulari, di modo che non possa comunicare con l'esterno. Infine viene spedito
verso Oujda, città di frontiera fra Marocco e Algeria. La situazione nella
città è da tempo drammatica. Come era già successo a dicembre 2006 Oujda è
giunta alla saturazione: le associazioni e i volontari presenti non sono in
grado di far fronte agli arrivi di massa con la distribuzione di cibo e
coperte. I problemi sono aggravati dalle condizioni climatiche: in questa
stagione la notte ad Oujda fa registrare temperature prossime allo zero, mentre
i migranti che vengono scaricati in città uno dopo l'altro sono spesso
costretti a dormire all'aperto senza alcuna protezione. Le associazioni parlano
di più di 300 persone attualmente in queste condizioni. Se il governo di Rabat
continua con la linea dura, la situazione non può che peggiorare.
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razzismo /cpt / migranti /società / movimenti / pace / diritti .
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