Genova per me
noracismnews | 18 Novembre, 2007 20:15
Tornare a Genova
di Matteo
Ghione
…tornare a Genova
era giusto, necessario… l’ ho fatto anch’io, ieri, insieme ad altre decine e
decine di migliaia di persone che si sono ritrovate insieme per chiedere VERITÀ E GIUSTIZIA sui fatti del luglio
del 2001, quando si consumò quella che Amnesty International definì “la più grande sospensione di democrazia e
di violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra ad oggi”.
Era
giusto e necessario, come dicevo, ritrovarsi insieme per non perdere la memoria
storica, per esigere che le nostre Istituzioni non smarriscano la promessa
elettorale di fare piena luce con lo strumento della “Commissione parlamentare d’inchiesta” su tutto quanto accadde e soprattutto su “chi” decise, gestì e coordinò la
sanguinosa repressione di quelle giornate. I processi in corso stanno
smascherando molte verità ma non potranno, in quelle sedi, individuare le
gravissime responsabilità politiche e della catena di comando che determinarono
i fatti.
Così come è certo che da quei tribunali nessuna sentenza riuscirà mai
a diventare definitiva, perchè tutti i processi andranno inevitabilmente in
prescrizione… tranne uno, che ha individuato e punirà 25 manifestanti, “capri
espiatori” che unilateralmente pagheranno con pene inique e pesantissime.
Nessuno invece pagherà per le gravissime violenze e le torture che migliaia di
manifestanti pacifici ebbero a subire sulle strade, nella scuola Diaz ed all'
interno della caserma di Bolzaneto. E poi l'omicidio di Carlo… quello è già stato
archiviato e con motivazioni che lasciano allibiti…!
Era giusto e necessario ritrovarsi a Genova per ricordarci che LA STORIA SIAMO NOI, per tornare ad urlare forte la
nostra voglia di verità e giustizia, di democrazia, di pace, di un mondo più
giusto e solidale, di incontro e tolleranza… già, la tolleranza, quella che il
nostro paese pare aver improvvisamente dimenticato in questi ultimi tempi,
dominati da una folle “caccia alle streghe” in nome della sicurezza. Ombre
xenofobe e razziste si allungano inquietanti proprio in una terra, la nostra,
che ha visto tante e tanti dei suoi figli costretti ad emigrare per garantirsi
sopravvivenza e dignità di cittadini. Non ci sarà mai sicurezza se costruita a
colpi di decreti d’ espulsione indiscriminati e discriminanti e di ruspe
selvagge a distruggere baracche… la vera sicurezza si costruisce creando le
condizione per accogliere ed includere non per respingere. E la mia mente corre
ai tanti migranti respinti dalle leggi di una “fortezza chiamata Europa”, a
quelle migliaia di corpi di disperati in fuga dalla fame o dalle guerre, alla
ricerca di un futuro possibile per loro ed i propri figli e che giacciono sui
fondali del Mediterraneo. Penso a tutti i rinchiusi – non accolti! – nei CPT, autentica
vergogna tutta bipartisan.
Era giusto
e necessario tornare a Genova ed il perché, in fondo, lo ha descritto molto
meglio di me Padre Alex Zanotelli nel post che ho pubblicato ieri e lo ha
ribadito in piazza e a gran voce Don Andrea Gallo. Preti “di strada” da sempre
vicini agli ultimi ed ai diseredati della terra. Ieri sera a Genova, sul palco
allestito per concludere in festa e musica una giornata straordinaria, proprio
don Gallo, organizzatore della manifestazione insieme alla sua Comunità di San
Benedetto al Porto, pur entusiasta per la grande partecipazione e la riuscita dell’ evento, commentava con amarezza che su quel palco
avrebbero dovuto esserci le istituzioni a parlare ed invece… c’ erano soltanto
due preti…! Ma, amarezze a parte, queste le parole che la Comunità di Don Gallo ha
scritto oggi sul suo sito:
Ci sono giornate ed
eventi che rimarranno per sempre nella memoria di ognuno di noi. Ieri a Genova,
in centomila, ci siamo riappropriati della storia collettiva dei giorni del
luglio 2001, per non lasciare soli, nelle aule di tribunale, 25 ragazzi e
ragazze usati come capri espiatori, per dire che la verità sui fatti del G8 è
dentro di noi e ha segnato le nostre vite. Dopo ieri, ci sentiamo un po’più
forti e meno soli, in questa Italia che sta cambiando faccia ad una velocità
incontrollabile, che parla un linguaggio di razzismo, esclusione e povertà, che
vede giovani perdere la vita in modo assurdo. Un Italia dove la politica
istituzionale è sempre più lontana dalla gente e non trova più risposte da
dare. La Comunità
ringrazia tutte le persone che sono state al nostro fianco e che hanno creduto,
fin da subito, che un'altra Genova è possibile, che cambiare il nostro futuro è
un diritto. Un ringraziamento speciale va ad Assalti Frontali e Roy Paci, che
con la loro musica e le loro parole, hanno reso ancora più bella la giornata. Ci
reincontreremo il 15 dicembre a Vicenza. (Il riferimento
è alla manifestazione nazionale contro la base militare americana “No Dal Molin")
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Genova G8 .
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