"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri"
(don Lorenzo Milani)

   

 

G8, Bolzaneto come Guantanamo

noracismnews | 27 Febbraio, 2008 02:51

 Bolzaneto come Guantanamo

Parti lese
Editoriale di Lorenzo Guadagnucci, Fonte Carta.org [26 Febbraio 2008]

Prendiamo il Corriere della Sera e la Repubblica. Entrambi riportano la notizia della requisitoria in corso a Genova sugli abusi compiuti nella caserma di Bolzaneto, durante il G8 nel luglio 2001. Il primo mette la notizia fra le brevi di pagina 21: otto righe [ho contato le parole, sono 34] con il titolo «Ecco le violenze di Bolzaneto». Il secondo sceglie ancora le brevi, a pagina 19, con sedici righe: «G8, a Bolzaneto un girone infernale». Un unico giornale italiano–il manifesto–ha ritenuto degna di prima pagina la notizia che un articolo uscito sulla Stampa [pagina 19] introduce così: «Botte, insulti, oscenità, minacce di sodomizzazione, prigionieri costretti ad abbaiare o a restare nella posizione della ballerina o del cigno, tenuti per ore in piedi con le mani alzate, ragazze denudate e fatte girare su se stesse tra commenti brutali di agenti presenti in infermeria, piercing strappati anche dalle parti intime: non è Guantanamo, ma la caserma del reparto Mobile di Bolzaneto…». Tutto questo in Italia non fa praticamente notizia, non scatena alcun dibattito politico, non suscita indignazione. Stiamo accettando silenziosamente la scomparsa di alcuni diritti fondamentali, e non saranno le [eventuali, la prescrizione incombe] sentenze del tribunale a salvarci dall’abisso nel quale siamo caduti nel 2001. Sento oggi che un famoso poliziotto, Achille Serra, sarà portato in parlamento. Nulla da obiettare. Ma se proprio vogliamo giocare con le candidature-simbolo, segnalo che al processo per Bolzaneto ci sono 205 parti lese, tutti semplici cittadini, e 45 imputati, tutti agenti delle forze dell’ordine. In bocca al lupo, onorevole Serra.

Insulti a un disabile, minacce di sodomia, botte e inni fascisti. I pm descrivono la caserma genovese come un luogo di torture fisiche e psicologiche. Protagonisti non solo i poliziotti ma anche i medici. Così la democrazia fu sospesa.
di Alessandra Fava,
Il Manifesto 26.02.08

Genova. Schiaffi, botte, minacce di sodomizzazione, piercing levati da parti intime nella sala infermeria davanti ad altre quattro persone che non c'entrano niente, teste sbattute nei gabinetti, inni a Mussolini e altri canti fascisti o spruzzate con gas urticante: ieri per quattro ore e mezza Bolzaneto e le sue torture sono tornate ad essere materia da non archiviare, anche se siamo a quasi sette anni dai fatti. Ieri il pm Vittorio Ranieri Miniati che ha condotto l'inchiesta con Paola Petruzziello, ha incentrato la seconda delle sei udienze previste per la requisitoria sull'attendibilità delle parti offese, oltre 200 persone di diverse nazionalità.

Come la memoria consegnata dai pm Miniati e Petruzziello all'inizio del processo rimarcava che fonti diverse, in nessun collegamento tra di loro, avevano dato versioni univoche su diversi episodi di violenza e sull'organizzazione della caserma, così ieri si è tornati a valutare l'attendibilità partendo proprio dalle testimonianze degli arrestati che a Bolzaneto avrebbero dovuto solo essere identificati. Il pm ha scelto di raccontare sommariamente quel che è avvenuto da venerdì a domenica a quindici arrestati, cinque per giorno, ricostruendo così un quadro completo delle violazioni dei diritti umani avvenute a Bolzaneto, a partire dalle vessazioni del «Comitato d'accoglienza» che nel piazzale appellava molte ragazze con frasi come «entro stasera vi facciamo tutte» o «bisogna fare come in Kosovo», e marchiava la gente come fossero bestie col pennarello (ricordo indelebile per quelli della Diaz).

Nelle celle c'è chi viene tenuto in punta di piedi, chi con le braccia alzate anche per varie ore e spesso picchiato con «manganelli, schiaffi, pugni, pugni guantati, calci, colpo sulla nuca per far sbattere la fronte contro il muro, tanto è vero che parecchi testimoni hanno ricordato di avere visto macchie di sangue sui muri della cella più o meno all'altezza delle teste», ha detto il pm. Intanto i «colleghi» cantavano filastrocche a Pinochet, Hitler o Mussolini augurandosi i forni per i reclusi. Una donna ricorda che per costringerla a firmare un modulo le fu mostrata la foto dei suoi figli con la minaccia che se non firmava non li avrebbe visti tanto presto.

Poi si passa all'infermeria dove agiva il medico Giacomo Toccafondi insieme ad Aldo Amenta, accusati a vario titolo di abuso d'ufficio, lesioni personali in concorso, minacce e omissione di referto. Il pm non ha risparmiato in aula nessun particolare e, a proposito dei «piercing giustamente rimossi ma in maniera brutale e con minacce, oppure davanti ad altre persone», ha ricordato «il caso della ragazza con il piercing vaginale, obbligata a rimuoverlo con le mestruazioni davanti a 4-5 persone» oppure uomini minacciati di sodomizzazione («carino il comunista, ce lo facciamo?»).

La carrellata dei «ricordi» ha reso la crudezza delle sequenze come in un film. B.M., arrestato il 20 luglio, che ricorda teste sbatttute contro il muro, saluto romano, ustioni con sigaretta e accendino. Un'altra le minacce mentre le forbici tagliavano ciocche di capelli. Sabato, lo spray urticante spruzzato sulla faccia degli arrestati e la «visita» in cella del medico Toccafondi munito di mascherina o un ragazzo che ricorda che il medico aveva un manganello e glielo avvicinò alla bocca dicendo «manganelli manganelli», facendo ridere tutti. Domenica un cittadino italiano si sente rispondere da un agente alla presenza del medico «stai zitto non sei un cittadino, ma una merda». Infine il pm ha rimarcato come tutte le testimonianze appaiano genuine, precise e dettagliate e di come ci siano anche numerosi riscontri esterni come i referti medici e le note scritte dal gip.

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Chi si vergogna di Bolzaneto?

noracismnews | 27 Febbraio, 2008 02:34

Ida Dominijanni, Il Manifesto 26.02.08

“Nella caserma di Bolzaneto, in quel di Genova 2001, dopo l'assassinio di Carlo Giuliani e l'assalto alla scuola Diaz, questi furono i fatti, secondo la ricostruzione dei pm al processo che si sta svolgendo in questi giorni. Lo sapevamo dalle testimonianze, adesso lo sappiamo, come si dice in gergo, dalla raccolta degli elementi probatori sottoposti a riscontri. Fu dunque tortura a tutti gli effetti, con tutto il carico di sadismo, sessismo, pornografia di cui la tortura è fatta. Conviene non volgere lo sguardo e leggere attentamente questa macabra descrizione: non solo a Abu Ghraib, non solo a Guantanamo, non solo nelle carceri dove «spariscono» le vittime delle «rendition» americane, la tortura è tornata ad essere uno strumento ordinario dello stato d'eccezione permanente in cui viviamo.” " il film di Genova appare una sinistra anticipazione su scala locale di quello che pochi mesi dopo, con l'11 settembre e la guerra al terrorismo, si sarebbe scatenato su scala globale. Una prova generale, come del resto a molti fu chiaro fin da subito."

bolzabetoIn piedi per ore, nudi e con le mani alzate, o a fare il cigno o a piroettare come ballerine o ad abbaiare come cani per essere meglio derisi e insultati dalla polizia, dai carabinieri, dai medici. Intimidazioni politiche e intimidazioni sessuali, schiaffi, colpi alla nuca. Un salame usato come manganello, o agitato per meglio rendere le minacce di sodomizzazione. Gentili epiteti come «troia» e «puttana» alle ragazze, «nano di merda», «nano pedofilo», «nano da circo» a un disabile, costretto per sovrappiù a farsela addosso dal sadico rifiuto di accompagnarlo in bagno. Una mano divaricata e spezzata. Nuche prese a schiaffi e a colpi secchi. Piercing strappati, anche dalle parti intime. Promesse di morte, al grido di «Ne abbiamo ammazzato uno, dovevamo ammazzarne cento». (Continua)

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L’ Avv. Laura Tartarini commenta la sentenza di Genova

noracismnews | 17 Dicembre, 2007 03:51

La giustizia di Diaz di Mauro Biani[fonte: http://www.dirittinrete.org]
I
eri il tribunale di Genova ha condannato 24 attivisti per i fatti di piazza del luglio 2001 a quasi 100 anni di carcere.
Di certo non si può dire che il tentativo della procura di uniformare ad uno standard di gravità unico e altissimo qualunque episodio accaduto e le persone che lo avessero commesso (o anche vi avessero solo assistito) abbia avuto successo. Sui 25 tratti a giudizio abbiamo “solo” dieci condanne per devastazione e saccheggio, mentre per gli altri i reati attribuiti vanno dal danneggiamento alla resistenza aggravata. Per alcuni appartenenti alle tute bianche (3 in tutto), la resistenza è addirittura stata considerata insussistente. Mentre con ogni evidenza si è giudicata inattendibile la ricostruzione della prima carica sul corteo da parte dei cc, 4 dei quali verranno indagati per falsa testimonianza. Ma questo può bastare di fronte a tutto ciò che abbiamo visto accadere nelle giornate di Genova? Può veramente essere sufficiente a liquidare le responsabilità del complesso delle forze dell’ordine e del governo su quelle giornate? Certamente no. E il fatto che l’imputazione di devastazione e saccheggio non sia caduta per tutti, o che la resistenza a P.U. sia stata considerata sussistente nella quasi totalità dei casi, dovrebbe ricordarcelo ed impedirci di essere soddisfatti perchè la prima carica contro il corteo del Carlini è stata considerata illegittima. (Continua)

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G8, dure condanne per i «cattivi»

noracismnews | 15 Dicembre, 2007 04:02

prima pagina del Manifesto

Ventiquattro no global condannati a 108 anni di carcere per i fatti di Genova. Pene durissime, anche se dimezzate, per i «cattivi» del G8, puniti anche per «concorso morale». Saranno gli unici a pagare per il massacro di quei giorni. La destra esulta: giustizia è fatta. La sinistra protesta  
Arriva la prima sentenza per i fatti del 2001. Condannati in 24, dimezzate le richieste dei pm.
Pene dai sei mesi agli undici anni, riconosciuto il «concorso morale» per i presunti black bloc, ma anche l'irregolarità delle cariche di via Tolemaide

Simone Pieranni - Il manifesto 15.12.07 (Continua)

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Lettera di una madre

noracismnews | 07 Dicembre, 2007 15:42

G8, Enrica Bartesaghi scrive al capo dello Stato:
sospendete i poliziotti rinviati a giudizio
. Fonte: PeaceReporter

Comitato Verità e Giustizia per i fatti di Genova Sono una cittadina italiana di 53 anni e, le scrivo, per chiederle di intervenire urgentemente in nome ed a salvaguardia della democrazia del paese che lei rappresenta. Non lo chiedo per me che, dopo oltre sei anni, ho perso ogni fiducia, lo chiedo per mia figlia, per i nipoti che spero un giorno di avere. Per tutti i giovani che vivono in Italia e che vorrebbero continuare a viverci, con la certezza dei diritti (insieme ai doveri) che ogni cittadino si aspetta in un paese democratico. Nel mese di luglio del 2001 mia figlia, allora ventunenne, è stata massacrata dalla polizia alla Scuola Diaz di Genova, durante il G8, ricoverata in ospedale per le ferite riportate, sequestrata e “desaparecida” nella caserma di Genova Bolzaneto per due giorni, nuovamente sottoposta ad ingiurie e torture. Indagata per anni, sospettata di gravissimi reati, quali l'associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio, l'appartenenza al gruppo dei black-bloc, fino alla completa archiviazione per lei e tutti i 93 della Diaz. I giudici di Genova hanno dimostrato che le prove addotte (le molotov ritrovate nella scuola, l'accoltellamento di un agente e molte altre) erano false, prodotte dalle stesse forze di polizia per giustificare la “macelleria messicana” operata nella scuola. (Continua)

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Ci manda De Gennaro - Sovversione di stato

noracismnews | 30 Novembre, 2007 17:03

cover de Il Manifesto del 30.11.07«Sono stato bravo, il capo mi ha detto che li ho sbranati». Il «capo» è Gianni De Gennaro, gli «sbranati» sono i giudici che indagano sulla Diaz, quello «bravo» è un dirigente di polizia, preventivamente istruito su cosa dire per smontare il processo di Genova. Dalle intercettazioni dell’ inchiesta che accusa di istigazione alla falsa testimonianza l’ ex capo della polizia, emerge una ragnatela di falsità per garantire impunità e delegittimare la magistratura (continua, insieme ad altri articoli) dopo l’ editoriale di Gabriele Polo)

Sovversione di stato  editoriale di Gabriele Polo, su Il Manifesto di oggi
Un processo da pilotare, scansare, svuotare. Con una serie di false testimonianze rese da rappresentanti dello stato per difendere un'istituzione dello stato. Anche a costo di screditare, svilire, immobilizzare un'altra istituzione dello stato. Il tutto diretto dai massimi vertici di chi dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini e, invece, tutela solo se stesso e il suo potere. (Continua)

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Don Gallo a Genova: video You Tube 17.11.07

noracismnews | 27 Novembre, 2007 00:35

Don Andrea GalloIn questo video gli interventi di Don Andrea Gallo in due momenti della grande manifestazione "La Storia Siamo Noi", che si è svolta a Genova il 17 Novembre 2007. Decine di migliaia di manifestanti pacifici hanno invaso la città per tornare a chiedere a gran voce VERITA' e GIUSTIZIA sui tragici fatti del G8 del luglio 2001 e sui processi in corso. Don Andrea Gallo e la sua  Comunità San Benedetto al Porto sono stati tra i primi promotori dell' iniziativa. Ringrazio pabloruiz1 e daxseven77, utenti You Tube cui ho "sottratto" le immagini per mixarle in un unico filmato. Ringrazio soprattutto Don Andrea... lo ringrazio di esistere e di resistere! Matteo Ghione



Al termine del suo intervento dal palco allestito in Piazza de Ferrari
Don Gallo ha ricordato a tutte/i i presenti i versi della "Canzone di Maggio"
del grande poeta contemporaneo Fabrizio "Faber" De Andrè, e ha chiesto
alla piazza intera di tornare ad ascoltarli per coglierne la grande attualità.
Abbiamo raccolto l' invito di Don Andrea... li ritrovate qui sotto... in un clik

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La storia siamo noi // you tube 

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"Champagne Molotov"

noracismnews | 23 Novembre, 2007 22:14

A poco meno di una settimana dalla manifestazione di Genova leggo le due agenzie (che pubblico di seguito) e una volta di più mi viene da domandare in quale razza di paese viviamo… !?!?! E allora brindiamo pure all’ ennesima promozione… cambiano i governi… la vergogna rimane sempre la stessa…

Haidi Giuliani: «Promozione Luperi inaccettabile»
«La promozione di un dirigente imputato per le violenze a Genova nel 2001, Giovanni Luperi, nominato capo del Dipartimento analisi dell’ex Sisde, è impossibile da digerire». E’ quanto afferma in una nota la senatrice Haidi Giuliani, che sulla vicenda presenterà un’interrogazione parlamentare. «Dopo la manifestazione di sabato scorso, pacifica e bellissima, che chiedeva l’istituzione della commissione d’inchiesta, dalle istituzioni ci arriva questa risposta: la promozione di uno di coloro che ha partecipato ai pestaggi e alle torture di quella che è stata chiamata la notte cilena, a Genova–prosegue Haidi–Credo che si stia creando un solco incolmabile tra il popolo dell’Unione e un governo che aveva tra i suoi impegni la commissione parlamentare sul G8. Un impegno disatteso per poi premiare i responsabili della gestione dissennata anticostituzionale e antidemocratica dell’ordine pubblico in quei giorni".

Agnoletto e Di Sabato su promozione Luperi, l'uomo delle molotov alla Diaz
«La nomina di Luperi è la peggior risposta che il governo poteva dare a tutti coloro che da oltre sei anni chiedono verità e giustizia su Genova. Una vera e propria provocazione per coloro che sabato scorso hanno partecipato a Genova alla grande e pacifica manifestazione per chiedere verità e giustizia». (Continua)

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Noi la Storia(YouTube)

noracismnews | 21 Novembre, 2007 20:09

 

LA STORIA SIAMO NOI
Genova 17 Novembre 2007 

"Nonostante i profeti di sventura siamo qui pacificamente
 per chiedere democrazia e dire che un altro mondo è possibile,
il treno dei diritti non si è ancora fermato, non deludiamo questi giovani"
Don Andrea Gallo

Audio: “La storia” di Francesco De Gregori 

 

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Toda joia toda beleza

noracismnews | 18 Novembre, 2007 22:57


Ieri a Genova ho incontrato un “picciotto” col cuore grande
capace di straordinarie magie con la sua tromba…
muita jóia e muita beleza neste dia aquì em Genova
meu querido e grande irmão...
um grande abraço!

Matteo Ghione e Roy Paci a Genova il 17.11.2007
nella foto Matteo Ghione e Roy Paci a Genova


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Consigli ai naviganti:
»»»» Roy Paci Web Site ««««
»»»» Roy Paci & Aretuska - official site ««««
Due siti da non perdersi assolutamente, collegati tra di loro e, in tutta onestà, veramente tra i più belli che ho visitato recentemente, tanto dal punto di vista della grafica che della creatività. Inutile dire che parlando di questo grande artista e del suo gruppo è “di rigore” accendere le casse dei vostri pc.
Buona navigazione a tutti "picciotti"!

Roy Paci sul palco di Genova
Roy Paci sul palco di Genova  

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Genova per me

noracismnews | 18 Novembre, 2007 20:15

Tornare a Genova
di Matteo Ghione

Genova 17 novembre 2007…tornare a Genova era giusto, necessario… l’ ho fatto anch’io, ieri, insieme ad altre decine e decine di migliaia di persone che si sono ritrovate insieme per chiedere VERITÀ E GIUSTIZIA sui fatti del luglio del 2001, quando si consumò quella che Amnesty International definì “la più grande sospensione di democrazia e di violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra ad oggi”.

Geenova per me: Matteo Ghione 17.11.07Era giusto e necessario, come dicevo, ritrovarsi insieme per non perdere la memoria storica, per esigere che le nostre Istituzioni non smarriscano la promessa elettorale di fare piena luce con lo strumento della “Commissione parlamentare d’inchiesta” su tutto quanto accadde e soprattutto su “chi” decise, gestì e coordinò la sanguinosa repressione di quelle giornate. I processi in corso stanno smascherando molte verità ma non potranno, in quelle sedi, individuare le gravissime responsabilità politiche e della catena di comando che determinarono i fatti. (Continua)

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LA STORIA SIAMO NOI

noracismnews | 17 Novembre, 2007 00:24


 
migranti a Genova 19 luglio 2001

Torniamo a Genova
di Padre Alex Zanotelli

È fondamentale tornare a Genova, prima di tutto per tornare a quegli ideali.
È stato un evento giubilare, nel senso concreto del termine, anche se sono molte le cose che sono peggiorate dopo Genova. Una delle novità importanti nate in quel periodo, ad esempio, è stata la legge 209 per la remissione del debito dei paesi impoveriti; dopo più di sei anni soltanto la metà del debito è stato condonato.
Ma diventa ancora più urgente tornare a Genova perché il governo sta tentando di riscrivere la storia di quelle giornate: a farlo non è un governo di centrodestra e ciò è molto preoccupante. Inoltre sono stati chiesti provvedimenti assurdi e risarcimenti economici contro alcuni manifestanti, quando è il governo che deve ripagare chi ha offeso in quella stupenda marcia. È fondamentale dunque tornare a Genova, come ha chiesto don Gallo e come chiedono in tantissimi in questi giorni. Lo è anche perché sta avvenendo qualcosa sempre più chiaro, la perdita della momoria. Una perdita che riguarda anche il ritorno del razzismo in un popolo, come quello italiano, che soltanto cinquant’anni fa era un popolo di migranti. A Genova c’è stato un profondo tentativo di unità tra diversi
, tra chi comunque vuole un mondo altro, ma ciò che ci aveva affratellato si è lentamente dissolto. Perché? Per molti motivi, compresa la collusione con i partiti: ma dai governi non dobbiamo più aspettarci nulla, perché sono parte del problema. La politica risponde soltanto ai grandi potentati economici. Abbiamo invece bisogno di un’altra politica e di un’altra informazione. Dopo Genova sono nati i No Tav, i No Dal Molin, i No Ponte, i movimenti sull’acqua, quelli sui rifiuti e altri: a Genova, rimettiamoli insieme.

   Sabato 17 novembre dalle ore 14.30
dalla Comunità di San Benedetto al Porto, Stazione Marittima.
La manifestazione si concluderà con un happening musicale (già sicura la partecipazione di Roy Paci e gli Aretuska, Zulù, Bisca, Assalti Frontali e altri) in Piazza De Ferrari, il luogo dove il G8 ha tenuto il suo vertice insaguinato di allora.
 
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Vauro 17.11.07

noracismnews | 17 Novembre, 2007 00:20

 

Vauro - 17 novembre 2007

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Cielo sereno su Genova

noracismnews | 16 Novembre, 2007 14:20

Cielo sereno su Genova. Il convegno e il corteo
di Giuliano Santoro -  carta.org

Don Andrea GalloCominciamo dalle previsioni meteo: a Genova domani sarà bel tempo. La giornata di sole del 17 novembre comincerà alle 10.30, al Teatro del Museo Sant’Agostino, in P. Sarzano, con un dibattito, coordinato da A. Pizzo di Carta e Raffaella Bolini dell’ Arci sulla libertà di movimento e i processi genovesi.
Ci saranno Giuliano Pisapia, che approfondirà la questione giuridica, il segretario del sindacato dei giornalisti liguri Marcello Zinola, che parlerà del diritto all’informazione in relazione alle vicende genovesi. E poi Laura Tartarini, avvocato del Genoa legal forum, che presenterà alcuni dei video che sono stati mostrati all’ultima udienza sul processo per le violenze poliziesche alla scuola Diaz e che documentano [tra le altre cose] come all’interno della scuola quel giorno ci fosse anche Francesco Gratteri. Sono previsti anche gli interventi di Haidi Giuliani, del segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini, di Vittorio Agnoletto, di Enrica Bartesaghi del comitato Verità e giustizia per Genova.

Sempre in mattinata, in piazza Rossetti, i contadini di Altragricoltura allestiranno banchetti di vino, pane, salame, formaggio e raccoglieranno le firme per la legge di iniziativa popolare sulla sovranità alimentare e il referendum contro gli Ogm. (Continua)

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Lo spirito di Genova

noracismnews | 15 Novembre, 2007 09:51

Lo spirito di Genova: solidarietà e ragione
di Alessandra Mecozzi - carta.org

“Chi sarà in piazza a Genova il 17 novembre non potrà non pensare alle immagini drammatiche dei rom cacciati, agli assurdi attacchi contro «l’invasione» dei rumeni o la «pericolosità» dei lavavetri, grottesco contrappunto alla esaltazione istituzionale per l’allargamento dell’Europa. Non si potrà non pensare alla strumentalizzazione di uno dei tanti tragici episodi di violenza mortale contro una donna, per tentare di imporre un timbro di paura ed esclusione sulle nostre leggi! Insieme al pericolo che corrono gli imputati dei processi di Genova e di Cosenza, bisogna avere in testa il pericolo che corre tutta la società di diventare preda di spinte all’illegalità e agli abusi di potere, spinte autoritarie e razziste, irrazionali e violente. Ancora una volta, Genova è l’occasione per «mettere in piazza» le ragioni dei movimenti, il peso della solidarietà.”

Corteo dei Migranti a Genova 19.07.01
Contro la violenza e la paura che percorrono la società in cui viviamo, il solo antidoto è non chiudersi, ripiegandosi su se stessi, in una difesa sbagliata quanto impossibile di presunte certezze, comprese quelle identitarie, ma ricostruire tenacemente un solido e diffuso tessuto comune che includa in primo luogo i più deboli: solidarietà, come principio fondamentale di convivenza. (Continua)

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