"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri"
(don Lorenzo Milani)

   

 

Rio de Janeiro, il carnevale è di guerra

noracismnews | 31 Gennaio, 2008 17:15

Mentre nella «cidade maravilhosa» tutto si ferma per il rito annuale, l'esercito e la polizia continuano le loro sporche operazioni contro le favelas e i favelados. Che anche ieri hanno registrato il loro bilancio di vittime: 9 morti nel nord della città
di Serena Corsi, fonte: Il Manifesto [31 Gennaio 2008]

Policia na favelaRio de Janeiro. Oggi è giovedì grasso e qui a Rio comincia il carnevale. E quando comincia il carnevale Rio de Janeiro si ferma. Si ferma tutto ma non la guerra civile con le favelas e i favelados. Ieri mattina all'alba 300 uomini della Polizia civile hanno dato l'assalto a due favelas della zona nord di Rio, Jacarezinho e il morro de la Mangueira, sede fra l'altro di una delle scuole di samba più famose che dopodomani sfileranno nel famoso sambodromo "Marqués de Sapucaí".
Obiettivo dell'operazione era il recupero di auto e moto rubate. Obiettivo raggiunto: 2 auto e 16 moto recuperate, «almeno» 9 «trafficanti» uccisi. Un successo pieno all'insegna del detto che qui in Brasile, destra o sinistra al governo, va sempre per la maggiore: «O melhor bandido è o bandido morto».

In un'altra delle più di 500 favelas che assediano Rio, il grande Complexo do Alemão, le donne non possono più stendere i panni sui tetti delle loro case. Il tetto è il luogo da cui i trafficanti si mandano segnali e appostano i loro cecchini, e i militari - poliziotti ed esercito - che circondano il Complesso da 9 mesi sparano a vista su tutto ciò che vi si muove. «Due donne sono già morte e diverse altre sono state ferite in questo modo assurdo», racconta l'avvocato cinquantunenne João Tancredo, presidente dell' «Istituto di difensori dei diritti umani». João è felice di poter ancora mostrare la cidade maravilhosa dalla finestra nel suo studio sulla rua Rio Branco, spina dorsale del centro di Rio: a quest'ora poteva (anzi doveva) essere morto. Una settimana fa la sua auto è stata affiancata da due motociclisti che l'hanno crivellata di colpi. «La cosa incredibile è che nel verbale della sparatoria hanno scritto che si è trattato di un tentativo di rapina, quando in nessun momento chi mi ha sparato ha cercato di estorcermi qualcosa. Mi sono salvato perché la mia auto è blindata: tutti noi che lavoriamo sui diritti umani siamo minacciati continuamente». (Continua)

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La «missione sporca» ad Haiti dei caschi blu brasiliani

noracismnews | 31 Gennaio, 2008 16:45

Dal golpe anti Aristide del 2004 coprono la repressione brutale della polizia
di Serena Corsi, fonte: Il Manifesto [31 Gennaio 2008]
Il disegno è del cartoonist brasiliano Carlos Latuff

Disegno di Carlos LatuffRio de Janeiro. Il Brasile è il capofila e schiera il maggior contingente della Minustah, la Missione di stabilizzazione Onu per Haiti: dal 2004 ad oggi ha inviato nell'isola caraibica 8 contingenti, ciascuno di un migliaio di uomini. La più grande operazione militare della storia recente del Brasile. Eppure qui se ne parla poco. Sará che nessuno ne capisce molto, sarà che le voci contrarie si contano sulle dita di una mano. La missione «umanitaria» a suo tempo raccolse un'inedita unanimitá: quando nel febbraio 2004 Haiti fu scossa dalla rivolta popolare contro Aristide, in realtà un golpe appena mascherato, il Brasile stava dandosi da fare per la riforma e un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza. Accettare il comando della Minustah era visto come una sorta di esame d'ammissione dal regista occulto dell'operazione, gli Usa di Bush, che sbarcarono sull'isola prima che l'Onu votasse la risoluzione 1529 del 30 aprile e che, con la Francia, erano dietro il golpe anti-Aristide. Haiti è uno dei paesi più poveri del mondo ma è uno snodo geo-politico importante nei Caraibi, non solo per la vicinanza con Cuba. Pare che dalle sue coste transiti il 10% della cocaina che entra nel mercato Usa. Poi c'è «la partnership strategica» sugli agro-combustibili firmata nel 2007 da Lula e Bush, che nelle intenzioni dovrebbe coinvolgere anche Haiti. (Continua)

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La «Bobby Sand» mapuche vince la battaglia

noracismnews | 30 Gennaio, 2008 16:39

Dopo 110 giorni, Patricia Troncoso, la mapuche cilena che rifiutava il cibo per chiedere diritti terra e autonomia, sospende la protesta. Michelle Bachelet accetta il dialogo proposto dai vescovi
di Geraldina Colotti, fonte: Il Manifesto  [30 Gennaio 2008]

Patricia TroncosoPatricia Troncoso, la leader dei mapuche cileni in sciopero della fame da 110 giorni, ha interrotto la sua protesta a un passo dalla morte, perché il governo di Michelle Bachelet ha deciso di accettare il dialogo. «Se la mia morte serve alla libertà dei miei fratelli non mi arrenderò», aveva scritto dal carcere di Angol il 23 dicembre 2007. Allora era già al settantaquattresimo giorno di digiuno, decisa a continuare finché il governo cileno non avesse risposto alle richieste dei mapuche: revisione dei processi agli attivisti - istituiti in base alla legge antiterrorismo, in vigore dai tempi della dittatura di Pinochet -; riconoscimento dell'autonomia politica e dei diritti dei popoli indigeni, secondo la direttiva Onu; recupero delle terre arbitrariamente sottratte ai mapuche in base al «diritto di conquista»; demilitarizzazione dei territori mapuche, lungo il Bio bio. (Continua)

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La guerra non va in crisi

noracismnews | 30 Gennaio, 2008 16:28

La crisi di governo non compromette il rifinanziamento della missione in Afghanistan. Anzi
di Enrico Piovesana, fonte Peacereporter [30 Gennaio 2008]

Venerdì 25 gennaio, all’indomani della caduta del governo Prodi, il Consiglio dei Ministri approvava il decreto legge di rifinanziamento in blocco di tutte le missioni militari italiane all’estero, compresa la missione di guerra in Afghanistan (350 milioni di euro fino a fine anno). Essendo ormai venuto meno ogni vincolo di coalizione, i quattro ministri di sinistra, Alessandro Bianchi (Pdci), Paolo Ferrero (Prc), Fabio Mussi (Sd) e Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) non hanno partecipato alla votazione.
Voto in Parlamento entro fine marzo. Il decreto, automaticamente entrato in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, deve però essere convertito in legge dal Parlamento entro la fine di marzo, pena il suo decadimento retroattivo. (Continua)

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Magic Moment by Vauro

noracismnews | 26 Gennaio, 2008 20:12

Magic Moment by Vauro

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Clandestino a bordo, e la nave diventa cpt

noracismnews | 22 Gennaio, 2008 17:18

Mamadou, proveniente dalla Guinea, è rimasto segregato in una cella per 17 giorni, sette nel porto di Genova. A «liberarlo» la senatrice del Prc Haidi Giuliani. E scoppia la polemica
di Alessandro Fava da Il manifesto del 22 gennaio 2008
[A seguire l’articolo di Cinzia Gubbini
«Se scoviamo qualcuno paghiamo noi le spese del rimpatrio»]

clandestino a bordo, cover Il Manifesto

Com’è possibile che un clandestino possa essere tenuto recluso su una nave ferma da almeno sette giorni nel porto di Genova? E’ da qui che partirà un’interrogazione urgente al Senato sul trattamento dei clandestini a bordo di navi italiane che, «previe ulteriori verifiche», ha intenzione di presentare la senatrice di Rifondazione comunista Haidi Giuliani, coinvolta nella vicenda della liberazione di un ragazzo africano recluso per settimane su un mercantile trasformato in cpt con tanto di cella, come raccontato ieri da Repubblica. A lei hanno intenzione di unirsi gli europarlamentari di Sinistra europea Vittorio Agnoletto e Giusto Catania (Sinistra europea) con un’interrogazione al vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini.  (Continua)

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Bangura è salvo, libero di giocare!

noracismnews | 16 Gennaio, 2008 16:04

Il Ministero dell’ Interno inglese concede il permesso di lavoro al giovane centrocampista del Watford che rischiava di essere deportato in Sierra Leone. Storia di un salvataggio popolare
Di Luca Manes, fonte: Il Manifesto – 16 Gennaio 2008

save Mangura«Save Bangura».
Così recitava uno dei tanti cartelli esposti dai tifosi durante una delle ultime partite casalinghe del Watford, prima di natale. Save Bangura, cantavano in coro sugli spalti.Salvatelo dalla deportazione. L’hanno salvato. Dopo una lunga diatriba legale, il giovane centrocampista della Sierra Leone ha ottenuto lunedì la certezza che non verrà espulso dall’Inghilterra e rispedito in patria. Un panel di esperti del Ministero degli Interni gli ha concesso il permesso di lavoro, ribaltando la decisione presa dal tribunale dell’immigrazione che a dicembre aveva clamorosamente rigettato la sua richiesta di asilo politico. Potrà dunque continuare a giocare col club dell’estrema periferia nord-occidentale di Londra che oggi sgomita in serie B ma che negli ’80 fece lungo parlare di sé perché il presidente era Elton John (lo è ancora, ad onorem) e perché lanciò una delle prime stelle nere della nazionale dei re leoni, John Barnes. In Italia il Watford se lo ricordano più che altro perché rifilò al Milan il bidone Luther
Al BanguraBlisset e qualche anno fa affidò la panchina a Gianluca Vialli, senza troppo fortuna. A 19 anni, Al-Hassan Bangura erà già diventato capitano del Watford ma per le rigide regole inglesi sull’immigrazione sembrava sul punto di dover far ritorno nel paese natale, abbandonato 4 anni fa in circostanze drammatiche. La Sierra Leone è la terra dei diamanti insanguinati, negli anni novanta la guerra civile ha fatto almeno 50mila vittime secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, il paese ha il più basso indice di sviluppo umano nel mondo dopo il Niger. (Continua)

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Censura di guerra

noracismnews | 15 Gennaio, 2008 15:55

Il silenzio devastante sulla guerra in Afghanistan
Editoriale di Maso Notarianni, Direttore di Peacereporter [15 Gennaio 2008]

soldati italiani in afghanistanNessuno dice nulla, nessuno ne parla. Eppure i militari italiani hanno, dallo scorso 13 dicembre, il controllo (si fa per dire, ce lo hanno solo formalmente) della capitale Kabul. E ieri un commando talebano (non un attentatore suicida, un vero commando militare) ha colpito il cuore della capitale. Che non è il palazzo presidenziale di Karzai, quello non lo considera più nessuno, ma è l'Hotel Serena. Dove stanno i ministri stranieri in visita (quello norvegese è scappato dall'Afghanistan dopo l'attentato annullando tutti gli impegni) e i loro plenipotenziari. Dove stanno gli uomini d'affari che curano la ricostruzione lecita e illecita del Paese occupato dalle truppe straniere.
Eppure agli italiani, sempre dallo scorso 13 dicembre, è stato affidato l'avamposto di Surobi (o Sirobi, a seconda della traslitterazione), che sta sulla strada che dalla capitale porta al Pakistan, crocevia di tutte le incursioni talebane e teatro di centinaia di scontri armati.
Un accenno molto significativo e assai poco citato lo ha fatto il ministro degli Esteri D'Alema, nella trasmissione Chetempochefa, dopo una domanda (anche suggerita da noi) sulla situazione afgana. Il ministro D'Alema ha candidamente ammesso che, in effetti, la missione italiana è cambiata rispetto all'inizio, perché modificata è la situazione afgana.
E adesso, mettiamo le mani su una missione che doveva rimanere supersegreta, la missione Sarissa, che va avanti dal 2006. Altri ne avevano già accennato. Noi abbiamo trovato elementi, e persino il logo, da cui si evince che l'operazione militare non riguarda affatto la sola zona di Farah.
Abbiamo mandato il mini-dossier che oggi abbiamo pubblicato a tutti i segretari dei partiti rappresentati in parlamento, al ministro della Difesa, a quello degli Esteri al presidente del Consiglio Prodi e al presidente della Repubblica Napolitano, che è il garante della Costituzione Repubblicana.
Il silenzio che abbiamo avuto, per ora, come risposta è un urlo dirompente. Ma, anche di questo siamo abbastanza certi, se ne accorgeranno in pochi.
Nessuno parla più di exit strategy. Nessuno parla più di conferenze di pace. Nessuno parla di Afghanistan. Tipico, anche questo, di un paese in guerra. Perché quando si è in guerra, la censura è sempre attenta e vigile. Ma da noi la censura ufficiale, quella che fa vedere solo le foto dei nostri bravi militari che curano donne e bambini e anziani e non mostra le foto dei combattimenti, come racconta il bel libro di Gianandrea Gaiani, Iraq-Afghanistan, guerre di Pace italiane, (tutt'altro che un pacifista essendo lui un esperto di cose militari e se vogliamo utilizzare le categorie della politica, certamente più vicino alla destra che non alla sinistra) è aiutata dall'autocensura di troppi colleghi.

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«Immigrato gettato in mare» Fermato comandante della nave

noracismnews | 12 Gennaio, 2008 15:16

L'uomo sarebbe salito a bordo di un peschereccio da un gommone alla deriva al largo di Lampedusa. Secondo le testimonianze dei compagni sarebbe stato ributtato in acqua e sarebbe annegato. L'accusa è di omicidio
di Cinzia Della Valle, fonte: Il Manifesto, 12/01/08

Palermo. I suoi compagni di viaggio hanno raccontato quelle immagini ancora imprese nella mente con la stanchezza nel viso per la lunga traversata, un viaggio finito in tragedia, con la scomparsa di un uomo, al largo di Lampedusa, il cui corpo non è ancora stato ritrovato della guardia costiera. I migranti hanno ricostruito le fasi drammatiche, con il loro compagno che si getta in mare per raggiungere il peschereccio con l'equipaggio che però invece di soccorrerlo lo respinge. L'uomo cerca di aggrapparsi all'imbarcazione, di resistere alle onde, ma il mare è più forte e il suo corpo scompare, sotto gli occhi terrorizzati degli altri migranti, ammassati l'uno accanto all'altro nel barcone in attesa dei soccorritori che arriveranno più tardi. Dopo avere ascoltato il racconto terribile dei superstiti, gli uomini della Capitaneria di porto di Lampedusa hanno fermato il comandante del peschereccio pugliese «Enza D» del compartimento di Molfetta, fermo nel porto dell'isola pelagica. Mariano Ruggieri, 47 anni di Bari, si trova nel carcere di Agrigento con l'accusa di omicidio. (Continua)

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Il ritorno del "Monnezza"

noracismnews | 09 Gennaio, 2008 17:55

Il ritorno del Monnezza
  • La scelta peggiore
    L'editoriale odierno, mercoledì 9 gennaio, a firma di Enrico Pugliese pubblicato sul manifesto
  • Dall’emergenza rifiuti alla democrazia dell’emergenza
    di Fulvio Vassallo Paleologo Università di Palermo – fonte Carta.org
  • Rifiuti. Agnoletto: "Inaccettabile De gennaro commissario rifiuti"

      >>>leggi gli articoli>>> (Continua)

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Fortress Europe, pubblicato il rapporto di dicembre

noracismnews | 07 Gennaio, 2008 14:47

L’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione
di Gabriele Del Grande – Fortress Europe

gommone di migrantiNon si ferma la strage alle porte della Fortezza Europa. È stato uno dei mesi con più morti quello di dicembre. Un mese iniziato col summit euro-africano di Lisbona, e proseguito con l’allargamento a est dell’Area Schengen e con la firma dell’accordo italo-libico per il pattugliamento congiunto. Un mese finito con 243 vittime tra migranti e rifugiati, dei quali 120 nel mar Egeo, 96 sulle rotte per le Canarie, 17 lungo le coste algerine, e 10 al largo dell’isola francese di Mayotte, nell’Oceano Indiano. Un tragico bilancio, che chiude un anno, il 2007, che si lascia alle spalle almeno 1.861 morti. Erano stati 2.088 nel 2006. Difficile confrontare i dati, visto che si basano esclusivamente sulle notizie riportate dalla stampa e quindi non costituiscono cifre esaustive. Ma esaminando solo il numero delle vittime in mare, l’ultima tappa dei viaggi, i morti del 2007 sono 1.684, contro i 1.625 dello scorso anno. Il che indica un netto aumento delle vittime, dato che gli arrivi sono sensibilmente diminuiti in tutta la frontiera sud - con l’eccezione di Malta, Cipro e Grecia – a causa delle migliaia di respingimenti in mare operati dall’agenzia comunitaria Frontex, e dalle decine di migliaia di arresti operati in tutto il Nord Africa. I morti al largo delle Canarie sono passati dai 1.035 del 2007 ai 745 del 2007, ma a fronte di un calo degli arrivi del 75%. Nel Canale di Sicilia le vittime censite da Fortress Europe sono 551 contro le 302 dello scorso anno e con una diminuzione degli arrivi del 20%. Disastrosa la situazione dell’Egeo: 257 morti censiti, contro i 73 del 2006, anche con un raddoppio del numero di migranti sbarcati sulle coste della Grecia. Ad ogni modo, attraverso le rotte di tutto il Mediterraneo e dell’Atlantico, nel corso del 2007 sono arrivate in Europa meno di 50.000 persone, ovvero meno di un terzo dei 170.000 immigrati che solo il Governo italiano ha richiesto per soddisfare il proprio fabbisogno di manodopera straniera con il decreto flussi del 2007, attraverso i recenti click days. (Continua)

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Francia - CPT in rivolta.

noracismnews | 04 Gennaio, 2008 17:57

Francia - CPT in rivolta. Mobilitazioni contro le espulsioni
Detenuti in sciopero della fame e repressione della Polizia
di Neva Cocchi, redazione Melting Pot Europa

Dalla metà di dicembre i detenuti dei Centri di Permanenza di Mesnil-Amelot e di Vincennes sono in rivolta. La ribellione si sta estendendo a tutte le strutture di detenzione. I migranti non chiedono migliori condizioni di trattenimento ma la chiusura dei centri. La prima rivolta è cominciata a metà dello scorso dicembre nel CPT di Mesnil-Amelot, nella regione di Parigi, con atti di denuncia, rivendicazioni scritte sugli abiti, sciopero della fame, rifiuto di rientrare nelle camere per protestare contro il regime militare all’interno dei CPT, le condizioni disumane di trattenimento, la continua brutalità della Polizia contro i detenuti. Si è poi estesa al CPT di Vincennes, nella stessa regione, dove molti detenuti sans-papiers si sono uniti allo sciopero della fame e si sono rifiutati di rientrare nelle camere. La polizia insieme al corpo dei CRS ha fatto irruzioni nelle strutture, reprimendo duramente la rivolta picchiando e ferendo i detenuti e rifiutando di chiamare l’assistenza medica. Molti migranti sono messi in celle di isolamento. Eppure gli scioperi non si fermano e i detenuti continuano la protesta mettendosi in comunicazione con l’esterno: inviano alle Ambasciate e Consolati dei paesi di provenienza un documento di forte denuncia delle violazioni dei diritti umani da parte della Repubblica francese contro i migranti e ottengono l’attenzione dei grossi media nazionali, compresa la televisione. (Continua)

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Accordo Italia Libia sui migranti / Gli accordi con i dittatori non pagano

noracismnews | 04 Gennaio, 2008 16:45

Estrema preoccupazione per l’annunciato accordo italo-libico espressa dall’Associaizone Studi Giuridici sull’Immigrazione.
[
A seguire, dopo il comunicato dell' ASGI, un interessantissima analisi sullo stesso argomento di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo, dal titolo  "Gli accordi con i dittatori non pagano]

L’ASGI esprime estrema preoccupazione per l’ accordo raggiunto, dopo trattative coperte dal più stretto riserbo, tra il Governo italiano ed il Governo libico in materia di contrasto all’immigrazione irregolare, accordo di cui il Ministero dell’Interno ha dato notizia con un laconico comunicato emanato il 29 dicembre 2007. La condizione dei migranti irregolari, arrestati o detenuti in Libia, denunciata da diverse agenzie umanitarie, e testimoniata da coloro che, giunti in Italia, hanno avuto accesso alla procedura di asilo, rimane ben lontana dall’effettivo rispetto dei diritti fondamentali della persona. I futuri tentativi di respingimento in mare, attuato con il pattugliamento congiunto italo libico delle acque prospicienti quel paese, potranno essere causa di ulteriori tragedie, aumentando il numero già impressionante delle vittime. (Continua)

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"Prostituta non pericolosa" e il giudice boccia l’espulsione

noracismnews | 03 Gennaio, 2008 16:34

Genova, il tribunale limita il decreto sulla sicurezza varato dal governo.
Il caso di una romena fermata dopo una retata: "Nessun allarme sociale"
di Massimo Calandri - fonte: repubblica.it  [giovedì 3 gennaio 2008]

Genova - Romena, ventuno anni, prostituta per sua stessa ammissione. Espulsa in base al recente pacchetto-sicurezza varato dal governo, potrà restare in Italia. Il tribunale di Genova ha accolto il suo ricorso - bocciando il precedente provvedimento firmato dal prefetto ligure - perché la donna che si prostituisce "non pone in essere un’attività di per sé "pericolosa" per l’ordine pubblico o per la sicurezza pubblica, e tantomeno lede o compromette la "dignità umana"". La vita da marciapiede non costituisce un "allarme sociale", non provoca cioè una effettiva mancanza di sicurezza nel cittadino: non attenta alla sua libertà, nemmeno alla sua incolumità. E secondo il giudice Francesco Mazza Galanti, che ha ribadito la decisione di un altro tribunale genovese sempre favorevole alla ragazza, "la normativa non solo non può consentire all’Amministrazione le paventate espulsioni di massa, ma la corretta interpretazione può e deve impedire anche le espulsioni arbitrarie o comunque non giustificate da fatti molto gravi e concretamente individuati". (Continua)

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Pestaggi di stato. Legali

noracismnews | 03 Gennaio, 2008 15:04

Dacci oggi le nostre botte quotidiane!
Tra il 2 e il 3 marzo 2003 agenti in servizio  presso il CPT bolognese di via Mattei  picchiarono alcuni migranti. Assolti per "causa di giustificazione".

[3 gennaio 2008] - Alessio Di Florio, Peacelink

"Io la sfondo e sfondo anche voi". Poche parole ma che riassume i fatti di quella notte. Tra il 2 e il 3 marzo 2003 il Cpt di via Mattei fu teatro di un pestaggio punitivo dai contorni drammatici. Gli agenti in servizio quella notte entrarono nelle celle e nella saletta comune e pestarono a sangue, lanciando poi dei lacrimogeni, i migranti detenuti. Nel pomeriggio alcuni detenuti avevano protestato per la brutalità della repressione del tentativo di fuga di due migranti. Dopo aver atteso che la situazione si calmasse la carica è partita. Le parole di prima sono state pronunciate da uno dei responsabili della sicurezza nel cpt quella notte. I migranti si erano offerti di aprire volontariamente la porta se i picchiatori avessero fermato il loro comportamento violento. La risposta è stata appunto quella riportata. Sono passati quattro anni e, escluso un breve intervallo, l'autore di quella frase è ancora in servizio nel cpt bolognese. Solo che ora è il massimo responsabile dei flussi in entrata e in uscita.
Il mese scorso è arrivata la sentenza di primo grado. La sentenza accoglie la ricostruzione dei fatti effettuata dai migranti. Come dichiara a MeltingPot l'avvocato Simone Sabattini [riportiamo l’ articolo
in fondo] "infatti le conclusioni del processo avrebbero dovuto essere molto diverse, tant'è che tutti si aspettavano una condanna. Nella prassi giudiziaria quotidiana per arrivare ad una condanna serve molto molto meno". E invece è arrivata l'assoluzione. Il giudice ha assolto gli imputati per "causa di giustificazione". È stato affermato che è legittimo e nei poteri della polizia pestare a sangue e massacrare delle persone disarmate e inermi. Una sentenza che legittima anni di soprusi e violenze nei lager italiani, sempre più fuori da ogni principio umano. Situazioni che hanno spinto alcuni migranti a suicidarsi(come è accaduto a Modena per due volte alcuni mesi in sole 48 ore). Ora tutto questo riceve anche una "causa di giustificazione". Meno di un anno fa ci fu l'annuncio che questo governo avrebbe programmato il superamento dei Centri di Permanenza Temporanea. Un anno dopo si è superato ogni limite. "Il silenzio è uguale a morte", dov'è oggi il ceppalonico? Dove sono i "garantisti per tutti"(parole del presidente di un partito di pochi mesi fa").
Causa di giustificazione. Botte, lacrimogeni, manganelli, calci. "Io la sfondo e sfondo anche voi".

CPT Bologna – Pestaggio legittimo. Assolti gli agenti. Intervista all’Avvocato Simone Sabattini Fonte MeltingPot  [lunedì 17 dicembre 2007]
Assolti dall’accusa di lesioni personali aggravate i quattro agenti di polizia responsabili del
pestaggio dei detenuti del CPT Mattei nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2003. (Continua)

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